Animalisti protestano al salone della pelliccia

MILANO. Si sono travestiti da scoiattolo o da altri animali con pellicce finte, hanno esposto cartelli con fotografie di volpi uccise, hanno urlato 'vergogna' ai visitatori che entravano alla Fiera della Pelliccia: un gruppo di una ventina di animalisti, capitanati dalla Lav e con la presenza anche dell'ex ministro Michela Brambilla, hanno manifestato questa mattina di fronte all'ingresso del salone Mifur a Fieramilanocity.
Gli attivisti hanno anche esposto in una carriola le 50 mila firme raccolte a sostegno della proposta di legge depositata in Parlamento dalla stessa Brambilla e che, spiega l'esponente del Pdl, intende "vietare l'allevamento, la cattura e l'uccisione di animali per produrre pelli o pellicce nel nostro Paese, nonché l'importazione, l'esportazione e la loro commercializzazione".
Alla domanda se questa iniziativa non rischi di uccidere un settore economico, Brambilla ha risposto che "é un mercato che negli anni ha visto diminuire i suoi fatturati e in Italia abbiamo solo dieci allevamenti con circa 150 mila animali". "Io direi che è il caso di ascoltare quello che chiedono gli italiani - ha proseguito l'ex ministro -. Non si può restare insensibili di fronte al grande sentimento d'amore e di rispetto per gli animali dei cittadini e bisogna guardare anche a cosa succede negli altri Paesi: in Olanda, Danimarca, Gran Bretagna e altrove hanno già vietato da tempo l'allevamento per la produzione di pelli e pellicce. Bellezza ed eleganza non hanno nulla a che vedere con la sofferenza degli animali".

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