Palermo, mare in tempesta: non partono i lavori al Foro

Il forte vento e le onde hanno alzato colonne altissime di acqua, massi dal peso di svariati chili sono stati trascinati fin dentro l'area verde del lungomare palermitano

PALERMO. Un ragazzo sta scattando una foto alle onde del mare impetuoso. Non si accorge che ne sta arrivando una «bella» grossa. Che lo colpisce in pieno. Per fortuna riesce a rimanere in piedi. Anche se si fa un bagno «fuori stagione». Un'altra ragazza parla distrattamete al cellulare. Quando inciampa in uno dei massi che il mare ha sollevato e trasportato fino alla passeggiata. Cadendo. Per fortuna anche per lei solo spavento. Ecco alcuni dei pericoli del lungomare del Foro Italico. Diventato meta di curiosi che vogliono verificare «dal vivo» in che condizioni lo ha ridotto la mareggiata dell'altro giorno. Mareggiata che sta tuttora imperversando lungo la costa palermitana.


Tanto che i lavori previsti di chiusura della zona con una recinzione ieri non sono iniziati a causa del forte vento e delle onde che hanno alzato colonne altissime di acqua. Con il rischio di ripetere le scene viste poche ore prima. Quando massi dal peso di svariati chili sono stati trascinati, quasi fossero fuscelli, fin dentro l'area verde del lungomare palermitano. E che rimangono ancora lì, quasi a memoria per l'uomo. Come monito di quello che è capace di fare Madre Natura. Ieri al prato via vai di tecnici ed esperti per valutare la situazione e stabilire le priorità di interventi. Il tempo passa e l'erba rischia di morire.


I primi interventi riguarderanno proprio il manto erboso come ha confermato lo stesso Domenico Musacchia, dirigente del settore Ville e Giardini: «Il prato non ha subito ingenti danni per le mareggiate - dice Musacchia - Si trova in una fase che potremmo definire di "letargo". Adesso, con l'arrivo delle belle giornate, l'erba si sistemerà». Giuseppe La Mantia, tecnico del settore Ville e Giardini, spiega i prossimi passi: «Inizieremo facendo dei buchi nel terreno in più punti per incentivare il drenaggio. Poi interverremo con sabbiature e, dove necessario, effettueremo delle trasemine». Sul posto anche il Coime, incaricato dei lavori edili, con il dirigente Francesco Teriaca ed il direttore tecnico Antonio Aruta. «Cominceremo mercoledì (domani per chi legge, ndr), tempo permettendo», spiega Teriaca.


I danni non sono stati quantificati, ma si parla di 50 mila euro necessari per ripristinare la pavimentazione, rimuovere i massi, risistemare i vialetti e le aiuole. Occoreranno dai due ai tre mesi per completare i lavori. E tra i curiosi anche Giusi Anello, macchina fotografica in mano. Fotografa lo scempio del Prato: «È completamente distrutto - dice - Adesso speriamo che lo sistemino presto». Una speranza che è di tutti i palermitani.

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