Codice culinario per spaccio, blitz a Palermo

Le dosi di hashish da piazzare agli acquirenti venivano chiamate "polli", "rosticceria", "cioccolato". Dopo mesi di indagine, la polizia ha arrestato gli otto componenti dell'organizzazione di pusher

PALERMO. Temendo di essere intercettati dalla polizia, avevano deciso di usare un codice tutto loro. E così le dosi di hashish da piazzare agli acquirenti venivano chiamate "polli", "rosticceria", "cioccolato". Quando, poi, la droga era di qualità particolarmente "buona" la banda parlava di "cioccolato Marrakech buono".
Dopo mesi di indagine, la polizia ha arrestato oggi gli otto componenti dell'organizzazione di spacciatori: le misure cautelati sono state emesse dal gip di Palermo Piergiorgio Morosini su richiesta del pm Siro De Flammineis. Gli arrestati sono tutti palermitani e sono accusati di cessione di sostanze stupefacenti in concorso.
L'indagine, svolta dalla quinta sezione della Squadra mobile di Palermo, è cominciata a maggio scorso con l'arresto di tre uomini trovati con 30mila euro falsi. Una scoperta che ha indotto gli investigatori a effettuare una serie di intercettazioni e di pedinamenti che hanno poi portato alla banda che agiva prevalentemente nel quartiere palermitano della Marinella.

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