Cagnetta salvata dal fuoco a Palermo Individuato il proprietario

Le indagini dei carabinieri. Il padrone scoperto attraverso il microchip

PALERMO. La piccola Speranza, la cagnetta gettata all'interno di un cassonetto poi incendiato da un gruppo di balordi, era stata affidata lo scorso agosto dagli operatori e veterinari del canile municipale. Aveva appena due mesi, quando un uomo di Brancaccio firmò per adottarla. Risalire a lui è stato semplice. La piccola cagnetta aveva un micro chip ed era schedata nell'anagrafe canina conservata all'interno della struttura in via Tiro a Segno. Adesso il padrone del cane dovrà spiegate tante cose ai vigili urbani e carabinieri che da sabato stanno indagando sul macabro modo di trascorrere il sabato sera da parte di alcuni teppisti. Un gruppo di giovani del quartiere Brancaccio in via Luigi Palomes ha preso la povera cagnetta, l’ha infilata in un sacco e ha dato fuoco al cassonetto. Per fortuna un passante inorridito da questa scena ha chiamato i vigili del fuoco e i carabinieri. Partiti dal distaccamento di Brancaccio sono arrivati appena in tempo e hanno salvato Speranza. «C'era solo il pelo un po' bruciato - dice Calogero Sceusa -. Nessuna ustione. Nel corso della visita abbiamo notato che il povero cane ha una frattura di un arto che si è ormai saldato. La ferita risale almeno a due mesi fa. Uno di quei traumi che potrebbero essere procurati da un incidente stradale». Tutte queste cose devono essere spiegate dal padrone del cane. «Vogliamo sapere come mai il cane non stava a casa al sicuro, ma all'interno di un cassonetto - dice Giuseppe Medici, responsabile del canile municipale -. Poi come mai la ferita, il trauma alla gamba non è stata curata come si doveva, tanto che la cagnetta non usa più la zampa posteriore. Il padrone verrà convocato e se non ha denunciato lo smarrimento entro dieci giorni dovrà pagare una multa di 577 euro». La vicenda di Speranza richiamata alla mente l'altro caso che ha suscitato tanto scalpore la scorsa estate. Ad agosto un'altra storia di violenza contro un altro cane aveva colpito tantissimi. Tao, un setter, gettato vivo dentro un cassonetto sempre in periferia a Bonagia, chiuso in un sacco di plastica. Dentro al sacco c'era anche una letterina dove c'era scritto «Ti amo». Anche in questo caso una storia a lieto fine. Il cane ha trovato un padrone che lo cura e sta bene. Si spera che stessa sorte possa toccare a Speranza. Intanto la piccola cagnetta si trova al canile di via Tiro a Segno. Alla fine i sacchetti dei rifiuti hanno protetto il cane che cercava disperatamente di abbandonare il contenitore, ricadendovi però dentro. Per fortuna a sollevare il coperchio è stato un vigile del fuoco che lo ha portato al sicuro.

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