Lavoro, si delinea la riforma Nuovi contratti, ecco il sussidio

La disoccupazione dovrebbe essere rafforzata rispetto a quella attuale e sostituire in alcuni casi la cassa integrazione straordinaria e l'indennità di mobilità

ROMA. Stretta sulla precarietà, riordino degli ammortizzatori sociali con una maggiore uniformità delle tutele, politiche attive del lavoro: comincia a delinearsi il profilo della riforma del mercato del lavoro in attesa di affrontare l'argomento più spinoso, l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori che dovrebbe essere al centro dell'incontro previsto per giovedì 1 marzo.
Per fronteggiare la crisi l'applicazione della riforma degli ammortizzatori sociali sarà rinviata almeno all'autunno del 2013. Ecco in sintesi i temi del confronto e la direzione nella quale sta andando la trattativa.

- AMMORTIZZATORI SOCIALI: l'obiettivo del Governo è la definizione di un sistema a due pilastri: la protezione del posto di lavoro con la cassa integrazione ordinaria che tiene in sé anche alcune fattispecie della straordinaria (ma esclude i casi di fallimento e di chiusura dell'azienda) e la protezione del lavoratore con un sussidio di disoccupazione rafforzato e collegato agli anni di contribuzione. La nuova cassa integrazione sarà limitata nel tempo e utilizzata solo nei casi di rientro del lavoratore in azienda. Sarà su base assicurativa, ovvero chi contribuisce accede allo strumento, e sarà estesa anche al commercio (anche sotto i 50 dipendenti) e al settore creditizio che adesso ne è privo. Il nuovo sussidio di disoccupazione dovrebbe essere rafforzato rispetto a quello attuale e sostituire oltre ad alcuni casi di cassa integrazione straordinaria anche l'indennità di mobilità (adesso erogata a seguito di licenziamenti collettivi). La durata del sussidio sarà connessa agli anni di lavoro e probabilmente anche all'età e ai carichi di famiglia.

- CONTRATTI, STRETTA SULLA PRECARIETA': si punta a ridurre la "flessibilità malata" in ingresso nel mercato del lavoro con controlli e sanzioni contro i contratti utilizzati impropriamente (come le associazioni in partecipazione, le false partite Iva e i casi di contratti a progetto utilizzati per rapporti che sono sostanzialmente di lavoro subordinato). In particolare una stretta potrebbe arrivare sulle partite Iva in monocommittenza mentre potrebbero diventare più costosi i contratti di collaborazione a progetto. Il Governo punta a valorizzare l'apprendistato come contratto prevalente di ingresso nel mercato del lavoro per i giovani agevolandolo ma chiedendo che la formazione sia effettiva.

- POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO: il Governo vuole rafforzare la formazione e a legare il sussidio a un percorso di formazione e alla ricerca attiva di un lavoro. Anche adesso è formalmente previsto che il sussidio si perda nel caso non si accetti un lavoro che si rende disponibile ma di fatto la norma è scarsamente utilizzata.

- ARTICOLO 18: di flessibilità, secondo quanto annunciato oggi dal ministro del Lavoro, Elsa Fornero al tavolo con le parti sociali, si parlerà l’1 marzo. Il reintegro nel posto di lavoro per i licenziamenti senza giusta causa o giustificato motivo è il tema sul quale l'accordo sembra più lontano con le imprese che chiedono di limitarlo ai licenziamenti discriminatori e i sindacati che si oppongono. Il Governo ribadisce che non deve essere un tabu e punta, almeno per i licenziamenti per motivi economici (ovvero i casi di giustificato motivo oggettivo), all'indennizzo in luogo del reintegro nel caso il giudice ritenga che il licenziamento sia illegittimo.

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