Sicilia, Editoriali

Tutti al "Billino"

Allora: sabato mattina vi alzate e sistemate un poco la casa dopo che è stato il campo base prima di acchianare nella Maiala. Naturalmente questo vale puri si siti masculi. Anzi vale di più perché i mugghieri magari sono t’anticchia lastimuse ma non sono cammariere. Quindi, visto che a travagghiare forse non ci dovete andare perché è il sabato, verso le dieci, aspettate che l’aria quaria un poco perché nelle matinate vi pare, sì, primavera ma uccellini non se ne vedono perché caddero tutti morti precisi visto che alle sette con la mattinata ci sono zero gradi, cioè un friddu esagerato. Ma verso le dieci già ce ne acchianiamo a 10,3 e continua. Perciò alle dieci aprite tutte le finestre  e fate entrare l’aria che un poco di cambiamento ci vuole e non c’è meglio di un sabato mattina. Voiartri invece, uscite della bella, passiatina a Mondello, peritivo all’antico chiosco, belle chiacchiere, sciarriatina che quella non manca mai, pigghiata dei figli a scuola, ritorno a casa, un piatto di pasta, assistimate tutte cose e via!


Via dove? Ma al billino ovviamente perché automaticamente avete letto il meteobilli di oggi e già sapete che pure la domenica sarà una bella giornata e, dopo le tragedie di domenica scorsa, vi potete avviare tranquilli. Stavota a bummula c’è, avete appresso bidoncino di vino di Partinico da litri cinque, numero 2 sacchi di carbonella di legno, un sacco di carbone di pietra perché vi venne la firnicia che dovete arrostere pure le castagne e dovete sperimentare il tubo che vi siete fatto costruire su misura ai Quararari. Il sabato sera, però, non ci accollate la cucinata  alla moglie che se ne deve andare a giocare a burraco con le amiche che hanno il billino come il vostro (billini a schiera, economici, 22 metriquadrati e voi vi ci infilate in quattro). Così sabato a sira tutti in pizzeria e siccome la giornata fu bella vi avventurate a sedervi fuori che dentro posti non ce n’è. Siete sotto la tettoia e allato avete la stufa quella a tipo funcione che sparte la caloria che ogni tanto vi dovete girare se no venite cotto di un lato solo. Per scegliere la pizza le solite sciarre perché i picciutteddi non hanno pobblemi: quattro gusti con patatine fritte, gustel a quattro a quattro e sarsina questa miricana che ci dicono checciap. Ma la mogie comincia: vorrei una pizza non tanto cruda e non tanto cotta, con un poco di pomidoro, ma no assai, una liccata va, poi due pezzettini, ma proprio due, di mozzarella e una fettina di prosciutto ma che non deve essere grasso. Poi ci mette un filo di olio estravergina appena la esce dal forno e una spolveratina di riano. Mi raccomando scrivisse tutte cose. Il cameriere la guarda impassibile e scrive: una romana per la camorria.


Insomma, tra tutte  queste questioni non vi accorgete che il cielo un poco si è appannato ma niente paura perché è l’umidità portata da un poco di vento di Scirocco. Così la sera mentre la moglie si iuoca tutti i leuri a burraco con le altre vampiresse delle sue, diciamo così, amiche, voi vi stinnicchiate davanti alla telemusione perché la finale di Sarremo non ve la volete perdere, volete sentire che cosa dice quel ribollito di Cilentano che come infatti, appena comincia a parrare, voi vi addormentate nella sgraio che usate nella spiaggia.


Domenica che belle che bello. Sole e, sul tardi di mattna, pure una bella caloria. Allora la signora si parte per la Messa con le sue amiche chiesastre ca certo peccati di farisi perdonare ce li hanno. Io pure ma sono troppo assai e non posso bloccare il parrino per una para d’ore. Così invece di confessarmi vado a comprare: un chilo di sasizza col finocchio ingranato, un chilo col peperoncino, un chilo alla pizzaiola. Poi un chilo di braciole di maiale e quattro costate. Poi passo dal villano e accatto dodici cacuoccioli, quattro belli cocci di pomodoro, due finocchi masculi (no quelli a paletta) una para di chili di brasiliane e tre chili di pane di Partinico. Ma non siete quattro? Cu si l’avi a manciari tutta sta roba?


Ma che importana ha: l’arrostuta è più importante della mangiata e, per pronto accomodo, uno si sazia cu ciavuru. E poi non si butta niente.


Pomeriggio televisivo ed è un peccato perché una caminata ci starebbe bene e il tempo quariò ra bella visto che ci sono sopra 15, dico 15, gradi. Ma la mangiata fu esagerata e pretende la stinnicchiata con occhio distratto a quelli che il calcio. Verso le cinque leviamo remi perché alé alé Forza Palermo runni e gghè. Tutti a casa, poi sciarpina rosanero,  cappellino di lana uso piscaturi, paracqua che non si sa mai e caminata fino allo Stadio. U meteobilli – state pensando – ci rissi ca forse si allavina t’anticchia r’acqua mentre c’è la partita. Ma io non mi preoccupo. Quello minchiate ne dice tante….

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