L'Italia non può dipendere solo dal sole

Gli articoli di maggiore rilievo pubblicati dal Giornale di Sicilia vengono commentati in rete dai lettori del nostro sito www.gds.it. In questa rubrica pubblichiamo le repliche degli autori. Oggi Nino Sunseri torna sul suo articolo «Energia, l’Italia paga l’addio al nucleare», dopo la sollecitazione di un lettore che riproponiamo qui sotto

Salve,
Vorrei semplicemente ricordare all'autore di questo articolo che sono decenni che si parla d'indipendenza o autosufficenza delle fonti energetiche in Italia visto che siamo obbligati ad importare circa 80% delle fonti energetiche : gas, petrolio...
Inoltre trovo veramente inopportuna questa nostalgia del nucleare, gli italiani lo hanno capito da un bel pezzo che in Italia "il gioco non vale la candela", poi non mi risulta che in Italia ci siano miniere di uranio e che questo minerale sia disponibile in natura in quantità inesauribile.
Ma perchè in Italia parole come : risparmio energetico, edilizia eco-sostenibile, fonti rinnovabili... non riescono ad attecchire?
Per finire le previsioni meteo sono affidabili fino a 15 giorni, se ci sono delle riserve, queste servono per i momenti di crisi passati i quali si possono reintegrare, non mi sembra vermente un dramma.



PIPPO




LA RISPOSTA DI NINO SUNSERI
L’Italia nella morsa del gelo ha riproposto la nostra dipendenza energetica, in questo caso particolare dal gas che arriva dalla Russia. «Da decenni si parla d'indipendenza o autosufficenza delle fonti energetiche in Italia - è il commento che un lettore che si firma Pippo mi fa su www.gds.it - visto che siamo obbligati ad importare circa 80% delle fonti energetiche: gas, petrolio... Inoltre trovo veramente inopportuna questa nostalgia del nucleare, gli italiani hanno capito da un bel pezzo che il gioco non vale la candela; inoltre non mi risulta che in Italia ci siano miniere di uranio». Al lettore va detto che purtroppo la dipendenza energetica dalle importazioni non è dell’80% ma si avvicina al 95%. L'anno scorso abbiamo speso per petrolio, gas e carbone 63 miliardi di euro pari a quasi il 4% del Pil (erano 53,9 miliardi nel 2010). Non c'è nessuna garanzia dal punto di vista ecologico di queste fonti di energia, come conferma lo scempio delle coste fra Augusta e Siracusa o quelle della Sardegna a Sarroch. Per non parlare dell'inquinamento atmosferico. Inoltre la bolletta energetica serve, indirettamente a finanziare l'integralismo islamico».
«Perchè in Italia parole come: risparmio energetico, edilizia eco-sostenibile, fonti rinnovabili... non riescono ad attecchire?» ci chiede Pippo. Una seria politica energetica non si può certo fare con il sole o il vento e nemmeno chiudendo bene le imposte di casa. Nella migliore delle ipotesi siamo nel campo della buona educazione. Con l'edilizia eco-sostenibile gli unici ad aver fatto veri affari, al momento, sono i costruttori.
Inoltre, le tecnologie sono ancora embrionali. Non a caso l'eolico è stato abbandonato e il fotocoltaico, caduti i contributi pubblici, seguirà. Adesso tocca alle biomasse. In sostanza centrali elettriche che funzionano bruciando legna e altri scarti delle lavorazioni agricole. È pensabile che una moderna società industriale possa funzionare con l'energia dei caminetti?
L'Italia ha detto no al nucleare. Discorso chiuso. Non per questo smettiamo di giudicarlo un errore. Senza considerare che se è vero che l'Italia non possiede uranio è anche vero che la più grande miniera si trova in India e anche l'Australia ha una buona produzione. Meglio che dipendere da Iran, Iraq, Venezuela, Libia e via elencando. O la stessa Russia che usa il suo gas come arma di pressione sull’Europa.

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