Fatture false e reati ambientali: sequestrata azienda a Carini

Nel mirino della guardia di finanza un'impresa leader nel recupero di rottami metallici e nella demolizione di autoveicoli. Scoperta evasione per oltre 4 milioni

PALERMO. Non appena iniziata la verifica fiscale sulla contabilità di un'azienda leader nel settore del recupero di rottami metallici e della demolizione e smaltimento di autoveicoli, con sede nella zona industriale di Carini, i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo si sono accorti che qualcosa non quadrava: troppi fornitori e pagamenti degli acquisti sempre per contanti. Così, spulciando ad una ad una migliaia di fatture di acquisto, le Fiamme Gialle hanno appurato che si trattava di imprese chiuse da anni, fallite o comunque non operative. Insomma, tutte fatture false create ad arte per coprire contabilmente gli acquisti effettuati "in
nero" da raccoglitori di rottami abusivi che, in quanto tale, non potevano a loro volta fatturare. Risultato: 5.400 fatture sequestrate, 9 milioni di costi fittizi per abbattere le imposte sui redditi, con conseguente imposta evasa per oltre 4 milioni di euro e denuncia alla Procura della Repubblica per frode fiscale della procuratrice pro tempore della società e del socio - amministratore, con riguardo alle dichiarazioni presentate per gli anni 2007, 2008 e 2009. Oltre ai reati fiscali l'operazione della Guardia di Finanza ha portato alla denuncia anche per diversi illeciti ambientali.
Il Gip del Tribunale di Palermo ha emesso un decreto di sequestro preventivo finalizzato sia a bloccare i beni utili a ripagare lo Stato delle imposte evase, quantificate in 4,1 milioni di euro, sia ad impedire la reiterazione dei reati ambientali accertati. Le Fiamme Gialle hanno così sequestrato l'intero complesso aziendale, costituito da due ampi fabbricati ad uso industriale, 6 autocarri, 4 rimorchi, 1 autoveicolo, oltre a tutte le attrezzature e gli impianti.

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