Perse la mammella per un tumore non diagnosticato: risarcita

Condannati il Policlinico di Palermo, la clinica Pamafir e il medico per un totale di 542 mila euro. La paziente è una donna di 72 anni che tra il '96 e '97 si sottopose a controlli per la diagnosi precoce ma il radiologo non si accorse della neoplasia

PALERMO. Nonostante si fosse sottoposta a visite di controllo, non le fu diagnosticato un tumore al seno: mancanza che l'ha costretta a sottoporsi ad un complesso intervento chirurgico che ha determinato l'asportazione della mammella. Per l'errore, dopo 12 anni, sono stati condannati al risarcimento del danno di 542.500 euro il policlinico di Palermo, la clinica Pamafir e il medico Antonino Marrazzo.
La paziente è una donna di 72 anni che tra il '96 e '97 si sottopose a controlli per la diagnosi precoce del tumore al seno, ma il radiologo, Marrazzo, non si accorse della neoplasia nonostante un altro accertamento eseguito all'Imi aveva segnalato l'esistenza di una "calcificazione puntiforme", che però in ospedale non ritennero grave.
Marrazzo, che eseguì il secondo accertamento alla Pamafir, non solo non vide il tumore, ma non si allarmò neppure dopo aver letto la diagnosi fatta precedentemente. Dopo 2 anni nel punto "segnalato" nella radiografia dell'Imi fui trovata la neoplasia e fu necessario eseguire un intervento molto invasivo.
La donna risarcita era assistita dagli avvocati Pietro Visalli e Antonino Di Fresco.

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