Cambiamenti climatici, 50 milioni le vittime

ROMA. Dagli antichi Sumeri ai Ming, negli ultimi 80 mila anni sono moltissime le civiltà spazzate via dai cambiamenti climatici, che hanno già fatto dai 30 ai 50 milioni di morti nel mondo. Il calcolo è di Anthony McMichael della Australian National University, che lo ha pubblicato sull'ultimo numero della rivista Pnas.
L'epidemiologo australiano ha passato in rassegna tutti gli ultimi studi sul tema, rilevando che la responsabilità principale si deve ad eventi, come le improvvise siccità o i periodi di freddo intenso e alluvioni, che incidono pesantemente sui raccolti portando intere popolazioni alla fame, come nel caso dei Maya il cui predominio del Centro America è stato minato da tre siccità durate un decennio nel periodo tra il 760 e il 920. Sempre la siccità, stavolta durata dieci anni, ha scatenato le migrazioni interne che hanno portato alla caduta della dinastia Ming in Cina nel 1600: "Ovviamente nessuna delle antiche civiltà aveva i benefici della medicina o della tecnologia che abbiamo oggi - fa notare Mc Michael - ma nessuna epoca ha visto cambiamenti climatici improvvisi come quelli che vediamo adesso a causa dei gas serra, che mettono seriamente a rischio la salute e la sopravvivenza di una gran parte della popolazione mondiale".

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