I benzinai siciliani si preparano allo sciopero

Il 7 febbraio i benzinai aderenti a Faib e Fenica, che hanno confermato i 10 giorni di sciopero, stabiliranno nel corso di una riunione a Roma il calendario. La serrata sarà di tre giorni ogni due settimane sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale

PALERMO. I disagi per i siciliani non sono finiti. Il 7 febbraio i benzinai aderenti a Faib e Fenica, che hanno confermato i 10 giorni di sciopero, stabiliranno nel corso di una riunione a Roma il calendario. La serrata sarà di tre giorni ogni due settimane sia sulla rete ordinaria che su quella autostradale. La decisione è stata presa per denunciare la mancata liberalizzazione della distribuzione carburanti e chiedere con urgenza al Parlamento di varare una vera riforma per liberare il settore dal controllo assoluto dei monopolisti petroliferi e consentire prezzi dei carburanti più bassi su tutta la rete distributiva. La situazione resta, dunque, allarmante con i benzinai decisi a non fare marcia indietro.


Questo potrebbe creare nuovi disagi alla regione, ma anche all'intero paese, già provato dalla mancanza dei carburanti che in questi giorni scarseggiano a causa del blocco dei tir.
Sul fronte dei presidi del movimento Forza d'Urto, che raggruppa agricoltori, pescatori e autotrasportatori, il clima resta sempre caldo. In attesa di essere ricevuti dal presidente Raffaele Lombardo il movimento dei Forconi da domani inizierà una prima forma di pressione su consiglieri provinciali, regionali e nazionali «che non hanno fatto nulla in questi anni per le categorie». Spunteranno davanti ai municipi di ogni paese manifesti con scritto il nome e cognome di ogni rappresentante politico che si è distinto per l'assoluta inattività a favore dei lavoratori. "Un modo per proseguire nella nostra lotta lontana da ogni partito politico. Così è stato deciso nell'assemblea a Catenanuova - dice Franco Calderone dei Forconi - Una volta che incontreremo il presidente della Regione decideremo quali altre azioni di lotta intraprendere. È chiaro che non ci fermeremo ai soli manifesti. I presidi sono sempre pronti".



All'interno del fronte del movimento si chiede di fare piena chiarezza sui tentativi di strumentalizzare la protesta da parte della mafia. "Piena fiducia alle forze dell'ordine, alle prefetture, alla digos, - dice il presidente dell'Aitras Salvatore Bella - che indagano sull'eventuale esistenza di infiltrazioni mafiose nella protesta dei giorni scorsi di autotrasportatori e agricoltori". Il presidente di Confindustria Sicilia, Ivan Lo Bello, era stato il primo a denunciare le infiltrazioni di Cosa Nostra nel movimento dei Forconi. Aveva messo in guardia dalla possibilità che la mafia potesse inquinare la protesta, nella quale ci sono giuste istanze. In attesa di nuove iniziative il mercato di Vittoria, il più grosso del Meridione, dopo lo sciopero dei Tir che ha bloccato l'attività per due settimane con danni incalcolabili per l'economia locale, ha ripreso lentamente la propria attività. Ieri si è cominciato a commercializzare e i commissionari ortofrutticoli di Vittoria hanno deciso di regalare ai cittadini tutta la merce che non potrà raggiungere i banchi della grande distribuzione. Centinaia di pedane di prodotti ortofrutticoli, ed in particolare zucchine e pomodori, sono stati donati alla città, dopo circa 15 giorni di blocco. (

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