Da febbraio riduzione del 15% per deputati e senatori

Una scure che colpisce dai presidenti di commissione ai membri del consiglio di presidenza: 200 in tutto nelle due Camere. Si tratta di quegli stessi incarichi che, a Palermo, l’Ars ha moltiplicato al punto da permettere che quasi due terzi dei 90 onorevoli possa così far lievitare lo stipendio base

PALERMO. La Camera e il Senato metteranno tutto nero su bianco già lunedì. E così da febbraio scattano le riduzioni del 15% dei gettoni aggiuntivi che deputati e senatori percepiscono per il semplice fatto di ricoprire incarichi all’interno del Parlamento. Una scure che colpisce dai presidenti di commissione ai membri del consiglio di presidenza: 200 in tutto nelle due Camere.



Si tratta di quegli stessi incarichi che, a Palermo, l’Ars ha moltiplicato al punto da permettere che quasi due terzi dei 90 onorevoli possa così far lievitare lo stipendio base. Colpire questi bonus significa abbattere per davvero la busta paga dei deputati regionali. Anche se, pure in questo caso, la specialità siciliana si farà sentire: «L’Ars recepirà il taglio - ha annunciato ieri il presidente, Francesco Cascio - ma limitandolo in prima battuta al 10% e raddoppiandolo fino al 20% dalla prossima legislatura». Dunque la riduzione per i 90 di Sala d’Ercole sarà ammorbidita nel primo anno salvo poi risultare più dura di quella a carico dei colleghi romani, ma solo per chi entrerà all’Ars nell’estate 2013. Chi è già in sella, tutto sommato, può tirare un sospiro di sollievo.



Ecco cosa succederà. Il presidente dell’Ars oggi percepisce (oltre allo stipendio, alla diaria e alle somme per portaborse, telefoni e viaggi) un’indennità di funzione da 7.724 euro lordi al mese. Da febbraio o marzo - è il periodo individuato da Cascio per recepire il taglio romano - questa indennità scenderà a 6.952 euro e dalla prossima legislatura si abbasserà fino a 6.180. I due vice presidenti passeranno subito da 5.149 euro a 4.635 e dalla prossima legislatura arriveranno fino a 4.120. I tre questori passeranno dagli attuali 4.642 euro a 4.178 e poi a 3.714. E così via per i 9 presidenti di commissione e i 21 loro vice, fino ai 9 segretari di commissione: nella tabella accanto si può leggere il dettaglio.



In questo modo chi perde di più è ovviamente il presidente dell’Ars (772 euro subito) ma ci sono anche i 21 vicepresidenti di commissione che subiscono una perdita lorda in busta paga di 82 euro. Mentre i 9 segretari di commissione si vedono applicare una riduzione di appena 41 euro. Quanto risparmierà in questo modo l’Ars? Con i valori attuali i gettoni aggiuntivi ai deputati «graduati» costano 92.885 euro al mese, cioè un milione e 114 mila euro all’anno. Da quest’anno il Parlamento spenderà per questi bonus 83.620 euro al mese, cioè 1.003.440 euro all’anno. Il risparmio secco annuale è di 111.180 euro: almeno fino alla fine di questa legislatura. Sono fatti salvi i bonus per i deputati che diventeranno assessori (oggi in giunta ci sono solo tecnici) e quello per il governatore. Salvi pure i bonus per i presidenti dei gruppi.
I deputati «graduati» continueranno a sommare questi bonus allo stipendio base (5.390 euro netti), alla diaria (3.500 euro netti) e alla somma percepita mensilmente per pagare portaborse e spese di segreteria (4.178 euro). Ma anche quest’ultima voce potrebbe cambiare, non tanto nell’importo quanto nella modalità di percezione: oggi viene erogata al gruppo che poi la gira a ogni onorevole.


Il Senato sta introducendo una regola che imporrà di certificare che almeno la metà della cifra vada a collaboratori o spese di segreteria. Serviranno insomma le pezze d’appoggio per incassarla mentre solo l’altra metà diventa forfettaria. L’Ars recepirà anche questa regola? Inoltre ogni onorevole manterrà i bonus annuali da 4.150 euro per le spese telefoniche, 10 mila euro per i viaggi in nave, aereo o treno e 16 mila euro per gli spostamenti dalla provincia di provenienza a Palermo (6.646 euro per i deputati palermitani).

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