Tir, lo stop potrebbe continuare

Il movimento Forza d'Urto ha chiesto alle questure competenti una proroga di almeno cinque giorni per continuare nelle manifestazioni di protesta

PALERMO. «Non parlerei di rivolta ma sicuramente di fatti gravi e preoccupanti» dei quali «parlerò la prossima settimana con il governatore siciliano Lombardo». Così il premier Mario Monti ha risposto ad una domanda di Lilli Gruber durante Otto e Mezzo sulla cosiddetta rivolta dei Forconi.

La Sicilia in ginocchio al quinto giorno di sciopero del movimento Forza d'urto che raccoglie autotrasportatori, agricoltori, artigiani, pescatori che bloccano la consegna di carburanti, alimenti freschi e conservati, acqua minerale. Distributori di benzina chiusi, scaffali di supermarket semi vuoti, nei mercati manca il pesce e la verdura. Le auto in circolazione sono pochissime. Anche le ambulanze sono ferme. I tassisti invece non si muovono per lo sciopero della categoria. Il mercato ittico palermitano è stato occupato. L'unico benzinaio che oggi ha aperto è stato assaltato da centinaia di persone con bottiglie in mano, calmate dalle forze dell'ordine, manganelli in mano, che gestivano anche la lunghissima coda di bus e auto in attesa. Centosessanta camion sono fermi agli imbarcaderi di Villa San Giovanni in Calabria in attesa della fine dello sciopero.


Nelle grandi città il clima è quello di un day after non preavvisato, certamente non previsto dai siciliani. E la situazione drammatica potrebbe evolversi in tragica: l'associazione autotrasportatori siciliani a mezzanotte termina la protesta ufficialmente ma gli altri componenti del movimento, a cominciare dai forconi, hanno annunciato che loro continueranno a oltranza. Hanno chiesto alle varie questure competenti la proroga per continuare la protesta. Non hanno ancora ottenuto risposta. Cosa accadrà non è chiaro. Riunioni sono in corso tra gli stessi manifestanti, nelle questure e nelle prefetture. Emerge anche, secondo voci provenienti da
Forza d'urto, una diversità di vedute all'interno del movimento sul proseguimento della protesta. Alcuni esponenti vogliono tenere una linea dura mentre altri,  più moderati, vorrebbero
allargare di molto le maglie dei blocchi e instaurare un dialogo più serrato con le istituzioni.


Forza d'urto ha già annunciato che allenterà le maglie: cioè la benzina arriverà ai distributori e qualche tir giungerà a destinazione. Ma ciò non vuol dire ritorno alla normalità. I leader della protesta non sono contenti. Giuseppe Richichi, presidente Aias reagisce così alle notizie del recupero veloce delle accise per gli autotrasportatori e del via al tetto di 250 mila euro per le compensazioni dei crediti d' imposta, misure previste in favore del settore nel decreto sulle infrastrutture: "Tutto qui? Niente su abbattimento del costo traghetto o pedaggi autostradali? Capisco. Va bene, ne prendiamo atto». Mariano Ferro, uno dei leader dei forconi, dice: «Come ci ha detto di fare lo stesso presidente Lombardo noi i presidi non li togliamo. Non li avremmo tolti in ogni caso, ma io sono perfettamente d'accordo col presidente quando dice che bisogna
rifornire di gasolio gli ospedali».


«La protesta comunque - continua - credo che durerà, non so per quanto tempo, se non arrivano risposte. Non voglio far tornare indietro un popolo se non ha almeno qualche risposta reale e concreta. Anche perchè un'occasione come questa non ci sarà mai più, qualcosa
dobbiamo portare a casa».


A Palermo, dove si respira un'aria un pò più pulita per le auto costrette a rimanere ferme senza benzina, oggi ai blocchi dei forconi e degli autotrasportatori si è aggiunta la protesta selvaggia degli studenti che hanno fatto imbizzarrire i pochi automobilisti sulle strade e hanno costretto alla chiusura i varchi del porto. Alcuni giovani hanno anche bruciato la bandiera tricolore «simbolo dello Stato italiano, che con le sue manovre finanziarie fatte di lacrime e sangue con aumenti esponenziali delle tasse e del caro vita, sta riducendo in miseria la popolazione, facendo arricchire sempre i soliti noti».


Nel capoluogo, ma anche a Catania e Messina, si registra un escalation di furti di benzina, mentre prezzi di frutta e verdura sono quasi raddoppiati all'ingrosso. Le riviste  mancano nelle edicole e le consegne alle farmacie sono dimezzate. Domani, seppure senza gli autotrasportatori dell'Aias, comincia il sesto giorno di protesta.

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