Provenzano con demenza senile, disposta una perizia

Accolta dalla corte d’assise d’appello di Palermo la richiesta dei legali del boss durante il processo in cui è imputato

PALERMO. Il boss Bernardo Provenzano non sarebbe in grado di partecipare al processo in cui è imputato di omicidio perché affetto da una grave forma di demenza senile: lo ritengono i legali del capomafia che hanno ottenuto dai giudici della terza sezione della corte d'assise d'appello di Palermo, che celebrano il dibattimento, che sulle condizioni mentali del padrino venga effettuata una perizia.    
Secondo l'avvocato del boss, Rosalba Di Gregorio, Provenzano, colpito da un ictus e ammalato di demenza, non sarebbe più in grado di capire cosa gli accade: questa sorta di incapacità di intendere e di volere - come pubblica oggi il Giornale di Sicilia - gli impedirebbe di partecipare validamente al processo in cui risponde dell'omicidio di Ignazio Panepinto, ucciso durante la guerra di mafia degli anni 80. La corte ha incaricato un neurologo, uno psichiatra e un medico legale che dovranno pronunciarsi entro il 15 marzo. Gli stessi giudici hanno invece respinto un'istanza analoga presentata dal difensore di Totò Riina, l'avvocato Luca Cianferoni, secondo il quale il suo assistito è affetto dal morbo di Parkinson. La stessa richiesta è stata invece accolta ieri dal Gup Giovanni Francolini, che ha affidato al medico legale Paolo Procaccianti la perizia sullo stato di salute di Riina detenuto nel carcere di Opera a Milano.

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