Ufficiale l’accordo a Palermo, niente esuberi alla Fincantieri

La firma dell’intesa durante la notte. L’assessore alle Attività produttive Venturi: “Un risultato importante che ridà serenità ai lavoratori”

PALERMO. "Il raggiungimento dell'accordo,  agognato e sofferto e raggiunto a notte inoltrata, fuga ogni dubbio e restituisce serenità ai lavoratori dei Cantieri Navali di Palermo. Si tratta di un risultato importante perché c'é scritto chiaramente che l'Azienda si impegna a non ricorrere a licenziamenti forzosi. Si confermano altresì le 3 peculiarità produttive e cioé manutenzione, trasformazione e costruzioni anche speciali con particolare riferimento al settore off shore". Lo ha dichiarato l'assessore regionale alle Attività  produttive, Marco Venturi, al termine dell'incontro in Prefettura a Palermo sulla vicenda dei Cantieri Navali del capoluogo palermitano.    
"Il documento sottoscritto intorno all'una di notte dalle organizzazioni sindacali, dalla Regione e da Fincantieri - ha proseguito Venturi alla fine di una riunione fiume, durata oltre 14 ore e presieduta dal prefetto Umberto Postiglione - prevede inoltre una clausola di salvaguardia che, fatti salvi i diritti sindacali e di sciopero, impegna le parti ad attuare tutte le procedure di raffreddamento previste in relazioni ad azioni sospensive dal lavoro o che causano interruzioni alle attività  tali da compromettere i contratti sottoscritti tra Fincantieri e gli armatori relativamente alle navi in riparazione o negli stabilimenti di Palermo".
Durante la lunga trattativa, cominciata ieri e conclusa intorno all'1.30, ci sono state alcune sospensioni. L'obiettivo del prefetto Umberto Postiglione, che ha seguito tutte le fasi del confronto, era quello di chiudere l'incontro con un'intesa. Alla riunione ha partecipato anche l'assessore regionale alle Attività produttive Marco Venturi che ha confermato gli investimenti della Regione siciliana nei bacini di carenaggio, assicurando rapidità nell'espletamento dei bandi di gara. Attorno all'intesa Fim Fiom e Uilm hanno ritrovato l'unità, persa durante la prima fase poi sfociata nello sciopero, nelle proteste di piazza e nel braccio di ferro tra Fim e Uilm locali con le segreterie nazionali, alle quali è stato contestato di avere firmato l'accordo che prevedeva i 140 esuberi.   
Il nuovo documento prevede, anche, che la cassa integrazione, avviata all'inizio del mese per 130 operai, sia gestita a rotazione, coinvolgendo tutti i lavoratori, e non a zero ore. Inoltre nell'ambito dei bandi per i bacini, Fincantieri si è impegnata, qualora si aggiudicasse le gare, ad assegnate gli appalti alle ditte dell'indotto che dovranno utilizzare le maestranze locali. Nell'intesa è stata aggiunta una clausola di salvaguardia che impegna i sindacati, nel rispetto dei diritti dei lavoratori, a mettere in atto forme di raffreddamento delle tensioni sociali.   
Durante la trattativa, il gruppo di Trieste ha annunciato alla Regione di stare lavorando a un progetto off-shore, un prototipo che se dovesse trovare un committente sarebbe assegnato ai Cantieri navali. La Fiom sottolinea "il passo in avanti fatto con questo accordo rispetto al precedente", segnalando il lavoro di mediazione svolto dal Prefetto e dalla Regione, e criticando contemporaneamente "il governo nazionale che non ha compreso i motivi della protesta e l'importanza per il Paese del settore della cantieristica". Gli operai, dopo vari giorni di protesta, oggi sono tornati al lavoro.

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