Posta inevasa a Palermo: la procura apre un’inchiesta

Dodici tonnellate di corrispondenza e 13 mila raccomandate nei cinque centri di recapito. L’azienda parla di “semplice coda di lavorazione”, ma i sindacati attaccano

PALERMO. Da un lato i sindacati che denunciano la giacenza di 12 tonnellate di corrispondenza e 13 mila raccomandate ancora inevase che giacciono nei cinque centri di recapito di Palermo. Dall'altra parte Posteitaliane che parla di 'una semplice coda di lavorazione''. Per fare chiarezza su questa ipotesi di disservizio la procura di Palermo ha aperto un'indagine conoscitiva coordinata dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci.     
Un'inchiesta per ora senza indagati, come rivelano alcuni quotidiani locali. La denuncia su questi disagi era partita dalla Cisl poste. Migliaia tra atti giudiziari, secondo i sindacati, raccomandate e cartoline di ricevute di ritorno al mittente sarebbero fermi al centro smistamento in via La Malfa. "Le giacenze - sostengono alla direzione generale delle Poste - saranno azzerate in breve tempo. La corrispondenza si è accumulata nel periodo natalizio a causa dello stato di agitazione dei portalettere e dell'aumento del traffico, ma il piano di lavoro è gia ripartito". I sindacati denunciano carenze di personale. E chiedono "di sbloccare la mobilità nazionale in modo da fare arrivare dal Nord numerosi lavoratori che vorrebbero tornare nelle loro case in Sicilia".  

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