Lombardo: no referendum sul governo Lupo replica: parole in libertà

Il presidente della Regione: pronto a chiedere le dimissioni dei loro esponenti in giunta. La replica: “Non accettiamo ultimatum da nessuno, tanto meno dal governatore che, incomprensibilmente e incoerentemente, parla prima di governo tecnico e poi di assessori del Pd”

PALERMO. "Il Pd faccia tutti i referendum che vuole, ma non ha nulla da esprimere sul governo regionale. Tolgano il quesito sul governo, altrimenti dirò agli assessori che si sentono espressione dei democratici di lasciare la giunta. Mi auguro che il Pd faccia chiarezza entro 48 ore".
Così il governatore della Sicilia, Raffaele Lombardo, ha commentato con i giornalisti la decisione del Pd siciliano di celebrare il 12 febbraio il referendum tra iscritti ed elettori sulle alleanze col Terzo polo e sul sostegno al governo.
"Anche se ci sono esponenti seri e competenti che lavorano per le riforme dentro e fuori dal parlamento - ha detto Lombardo - alcuni dirigenti del Pd sono stati catturati dal genio del male. Sembrano in balia di qualche inventore di quotidiane camarille".
"Le parole in libertà del presidente della Regione sono incomprensibili quanto inaccettabili". Non si fa attendere la risposta del segretario regionale del Pd, Giuseppe Lupo. "Non si permetta di parlare - aggiunge - di 'genio del male' nel Pd. Probabilmente sarà stata una battuta ironica. Se così non fosse, sarebbe opportuno che il presidente si guardasse allo specchio. Mi rendo conto che Lombardo, non conoscendo il valore della democrazia partecipata, non comprenda la decisione del Pd di chiedere ai propri iscritti ed elettori cosa ne pensino della scelta compiuta dagli organismi a sostegno dell'alleanza tra progressisti, moderati ed autonomisti, ma ha il dovere di rispettarla".
"E' chiaro - conclude Lupo - che il Pd non accetta ultimatum da nessuno, tanto meno dal presidente Lombardo che, incomprensibilmente e incoerentemente, parla prima di governo tecnico e poi di assessori del Pd. La linea politica del nostro partito è chiara ed è quella assunta dai nostri organismi interni e vogliamo adesso rafforzarla attraverso un'ampia consultazione democratica".

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