Sicilia, Politica

Deputati Ars assenti? Lo stipendio non cambia

A Sala d'Ercole quando non ci si presenta in commissione non viene operata alcuna trattenuta. Per le assenze in aula la trattenuta viene applicata solo nel caso in cui il deputato si astenuto nelle sedute nelle quali si svolgono le votazioni

PALERMO. I deputati all’Ars possono assentarsi dal lavoro in commissione senza subire alcuna sanzione. Ecco l’ultimo fronte aperto da Giovanni Barbagallo nella campagna antisprechi aperta nel Parlamento siciliano.
E così, dopo il caso dei bonus aggiuntivi che fanno lievitare le buste paga a 14 mila o anche 17 mila euro al mese, arriva sul tappeto il nodo della produttività dei parlamentari regionali. Barbagallo (Pd) chiede che venga introdotto all’Ars il sistema in vigore alla Camera: «A Montecitorio le presenze dei deputati non vengono registrate solo con l'introduzione del tesserino, ma attraverso le impronte digitali per evitare che qualche deputato voti al posto di altri. Chi non partecipa, inoltre, ad almeno un terzo delle votazioni, viene penalizzato con la riduzione della diaria. Anche per le assenze continuate in commissione viene trattenuta una quota dell'indennità». A Sala d’Ercole invece «per le assenze in commissione, a prescindere dal numero, non viene operata alcuna trattenuta. Per le assenze in aula la trattenuta viene applicata solo nel caso che l'assenza del deputato si sia verificata nelle sedute nelle quali si svolgono votazioni». L’assenza da una seduta d’aula viene sanzionata, se rilevata, con un taglio di 250 euro circa dalla diaria.
Barbagallo non nasconde che spesso questi meccanismi si prestano a favorire i deputati: «Si può attribuire, infatti, un valore relativo alle iniziative parlamentari, ma l'assenza o la scarsa attività in termini di denunce e di proposte (come accade, purtroppo, per molti deputati) contribuiscono a delegittimare il ruolo e il prestigio delle istituzioni». Da qui l’appello a recepire quanto già in vigore alla Camera senza attendere che lo faccia prima anche il Senato. L’Ars infatti è equiparata al Senato e dunque dovrebbe attendere che questa prassi venga recepita a Palazzo Madama.
Contro la polemica sui maxi stipendi dei deputati all’Ars si è schierato invece l’Udc. Il deputato Marco Forzese fa appello al presidente dell’Ars: «Francesco Cascio, a nome dell'Assemblea regionale siciliana, si esprima in merito alle indennità dei deputati regionali, definite ”indifendibili” dal Corriere della Sera. Si rischia di svilire dignità, significato e ruolo dei parlamentari siciliani».

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