Palermo, tonnellate di posta inevasa

Negli uffici di recapito e smistamento oltre 60mila tra raccomandate, atti giudiziari e cartoline. Scoppia la polemica tra azienda e sindacati

PALERMO.  «Dodici tonnellate di corrispondenza e 13 mila raccomandate giacciono nei cinque centri cittadini di recapito della città». A denunciarlo è il sindacato Cisl Poste, che accende i riflettori pure su oltre 50 mila tra atti giudiziari, raccomandate e cartoline di ricevute di ritorno al mittente che «dormono» al centro smistamento di via Ugo La Malfa. Numeri da capogiro che, naturalmente, l'azienda smentisce e ridimensiona a un caso di «coda di lavorazione dovuta all'astensione dal lavoro straordinario dei postali». Il braccio di ferro tra sindacati e Poste non sembra che voglia allentare. Per la seconda volta in un anno i lavoratori hanno incrociato le braccia negli orari che vanno oltre l'ordinario e nelle prestazioni aggiuntive. Una lotta sindacale che ha creato non pochi disagi al servizio, soprattutto quando è stato il momento delle assemblee dei lavoratori. La vertenza è complicata e non sembra essere di facile soluzione. Sul tavolo c'è la richiesta del premio di risultato, l'adeguamento degli uffici e, soprattutto, il reclutamento di personale. A Palermo, secondo i rappresentanti dei lavoratori, servirebbero forze fresche per sopperire alle vacanze di personale nei settori strategici del recapito e degli sportelli. Tanto più che alcune filiali, caso raro, aperte di pomeriggio, alla fine di dicembre hanno chiuso i battenti: «perché manca il personale», accusa la Cisl; «perché in questo periodo dell'anno c'è meno affluenza», replica la direzione provinciale di Poste, che ha informato la clientela solo attraverso l'affissione di avvisi. L'azienda ha anche una spiegazione sulla giacenza delle cartoline di ritorno delle raccomandate: «Fa fede la ricevuta - spiegano -. Quelle destinate agli enti sono inviate in blocco. Si può seguire la raccomandata inserendo i numeri di serie della ricevuta nello spazio sul sito dedicato alla tracciabilità dei prodotti». Ma la verità è che, proprio in questo periodo, i ritardi nella consegna della posta sono evidenti. «Oggi per risparmiare e raggiungere obiettivi personali la dirigenza chiude gli uffici postali con gli scaffali pieni di corrispondenza. Siamo di fronte a un vero disastro - dichiara il segretario provinciale di Cisl Poste, Maurizio Affatigato -. Osserviamo il poco interesse dell'azienda al futuro di Poste. Anni e anni di sacrifici da parte dei lavoratori andati in fumo, dopo la risalita dei livelli di qualità del servizio e della produttività».

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