Palermo, una vita tra i motori: in pensione dall'Ast dopo 50 anni

E' la storia di Luigi Taibi che nel 1962, a 17 anni, venne assunto dall'Azienda siciliana trasporti. Venerdì sarà il suo ultimo giorno di lavoro. "Sono emozionato", confessa

PALERMO. E' stato assunto quando in Italia, in pieno boom economico, spopolava la canzone di Tony Renis "Quando, quando, quando", al cinema veniva proiettato il film "Il sorpasso" con uno scanzonato Vittorio Gassman e il Parlamento eleggeva Presidente della Repubblica il democristiano Antonio Segni.
Luigi Taibi dopo circa cinquant'anni di servizio all'Ast, l'Azienda siciliana trasporti, va in pensione. Aveva diciassette anni quando quel 14 giugno del 1962 venne assunto come manovale meccanico. E da quel giorno è passato quasi mezzo secolo, dieci lustri trascorsi fra motori di pullman da aggiustare scalando nel frattempo vari gradini della carriera sino a diventare capo unità tecnico della struttura di Palermo e Trapani, la grande rimessa dell'azienda che si trova in via Ugo La Malfa dove coordina una trentina di dipendenti ed è responsabile dell'efficienza di circa 230 pullman.
Venerdì sarà il suo ultimo giorno di lavoro. "Sono emozionato – confessa Taibi con un filo di voce al telefono -. L'Ast resterà per sempre nel mio cuore, è stata per me come una famiglia. Ho sempre svolto il mio lavoro con impegno e dedizione, adesso a 67 anni, è arrivato il momento di lasciare. Mi potrò così dedicare di più alla mia famiglia, in particolare ai miei cinque nipotini e un altro è in arrivo la prossima primavera. Abito in campagna e adesso mi potrò prendere cura pure degli animali che allevo, cavalli, capretti e cinghiali".
Il suo primo incarico fu all'agenzia di Trapani, poi nel '64, venne trasferito a Palermo. "In tutti questi anni - dice con un pizzico di orgoglio – sono stati giorno e notte a disposizione dell'azienda, ho lavorato in tutte le agenzie dell'Ast, da Modica a Messina, da Catania a Siracusa. In tutti i posti mi sono sempre trovato bene". Qual è il suo consiglio ai giovani colleghi? "Occorre dare sempre il massimo per la propria azienda, fare sacrifici se è necessario per salvaguardare così il proprio posto di lavoro".

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