Le toglie la figlia, denuncia il presidente del Tribunale

CATANIA. "Approntare gli opportuni rimedi giuridici e disciplinari nei confronti del giudice Carmela Cavallo". E' quanto chiede una donna di Milano di 31 anni, che vive a Roma, in un esposto denuncia contro il presidente del Tribunale per i minorenni della Capitale che ha affidato sua figlia di 7 anni a una casa famiglia con un provvedimento nel quale, sostiene la ricorrente, "non spiega il perché della decisione". L'atto è stato depositato dal legale della donna, l'avvocato Giuseppe Lipera del foro di Catania che lo rende noto, alle Procure della Repubblica di Perugia e Generale di Roma, e inviato anche al Csm e al ministro della Giustizia. Ai due genitori della bambina è stata tolta la patria potestà per conflitti tra la coppia. Secondo la donna, che ha annunciato l'intenzione di costituirsi parte civile nell'eventuale processo penale, il giudice Cavallo ha adottato la sua decisione "due minuti dopo avere sentito la bambina" e basandosi "esclusivamente su immotivate conclusioni di assistenti sociali e del curatore speciale" senza confronto in aula. "Appena sono entrata nella stanza del presidente Cavallo - afferma la donna nell'esposto - sono stata costretta a assistere alla lettura del provvedimento che apoditticamente e ingiustificatamente mi ha strappato mia figlia. Non ho avuto il tempo di salutarla, di darle un bacio, rassicurarla e non farla sentire abbandonata". "Sono certa - conclude la donna - che la decisione del giudice Cavallo non porterà giovamento a mia figlia ma al contrario sofferenze inutili. E per denunciare questo modo di amministrare la giustizia, e affinché non accada a nessun altro quello che successo a me, non posso esimermi dal presentera la denuncia querela".

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