Mangia: "Cesena gara più dura da quando sono qui"

Non si fida il tecnico del Palermo della partita di domani e chiama a raccolta i tifosi. "Vorrei vivere l'entusiasmo che c'era ai tempi di Guidolin. La gente deve stare accanto a questa squadra, è come un bambino appena nato"

PALERMO. Devis Mangia non si fida del Cesena. O forse sarebbe meglio dire che il tecnico rosanero non si fida di tutto il contesto che ruota attorno alla sfida di domani contro la squadra dell’ex allenatore del Palermo, Daniele Arrigoni. «Quella di domani è la peggior partita da quando alleno qui. Dobbiamo stare molto attenti, e giocare con lo spirito giusto. Dobbiamo correre più di loro, altrimenti avremo seri problemi. Non temo cali di concentrazione da parte dei miei giocatori, ma avverto che qualcuno dall’esterno può dare certe cose per scontato, solo perché magari fino ad ora in casa le abbiamo vinte tutte. Anche per questo vorrei che domani lo stadio fosse pieno per stare accanto alla squadra. Il Cesena? Non credo che farà la stessa partita di domenica scorsa, perché a Torino si è arroccato in difesa più per volontà della Juve. Per me è una squadra che se la vorrà giocare», ha detto oggi Mangia in conferenza stampa a Boccadifalco.

Questo Palermo, un bimbo appena nato: "Vorrei più entusiasmo". Dare certe cose per scontato. È su questo argomento che si concentra buona parte del discorso di oggi del tecnico rosa ai giornalisti. Qualcosa di questo genere lo aveva fatto notare nel dopo gara di Parma, quando ha sottolineato che quel punto non doveva scontentare nessuno, perché il Palermo non lotta per lo scudetto. Insomma, Mangia ringrazia per il sostegno avuto dai tifosi fino ad ora. Ma sogna uno stadio pieno un altro entusiasmo. E lo fa capire, partendo da lontano. Da un filmato visto in tv su Francesco Guidolin e i suoi anni vissuti sulla panchina del Palermo. «Ho visto questo video la sera della vigilia della sfida col Parma. Quelle immagini mi hanno davvero trasmesso un grande entusiasmo. Sarei la persona più felice del mondo se rivedessi quello stesso stato d’animo. Ho visto quelle immagini, ora le vorrei vedere dal vivo. Non vorrei, invece, che si vivessero i risultati di questa squadra come un’abitudine, perché la ruotine è qualcosa che ammazza tutto nella vita. Vorrei, invece, che questa squadra fosse vista come qualcosa di nuovo. Non è una prosecuzione di qualcosa del passato. Deve essere vista come un bambino appena nato che deve crescere, perché secondo me qualcosa può nascere dalla gente che c’è in questa squadra. Anche perché è giusto ricordare che il Palermo è dei tifosi, non è mio e paradossalmente neanche del presidente».

Ilicic più dieci, dubbio Munoz-Cetto. E dopo il richiamo a stare vicino a questo pargolo rosanero che Mangia spera di vedere cresciuto di altri tre punti domani sera, si parla di formazione. «Dopo Miccoli e Pinilla, stavolta la formazione sarà con Ilicic più altri dieci», afferma Mangia. Proprio i due attaccanti a disposizione del tecnico dovrebbero comunque partire titolari. Ballottaggio, invece, in difesa. «Quel che è certo è che giocheranno in mezzo due difensori argentini», scherza l’allenatore rosa. Al fianco di Silvestre, infatti, si giocano un posto gli altri due connazionali, Cetto e Munoz. Il secondo, l’anno scorso titolare con Rossi e quest’anno con zero minuti giocati, è favorito anche perché di certo dovrà saltare per squalifica la partita di martedì col Siena. «Tutti i calciatori che hanno giocato di meno mi danno il massimo della serenità». Il trio di centrocampo sarà formato, invece, da Acquah, Bacinovic e Barreto. E Mangia parla proprio di un centrocampista un po’ scomparso negli ultimi tempi, ovvero Della Rocca. «Non farlo giocare non è una scelta tecnica. È una decisione che deriva dalla sua condizione generale che non è al massimo. Mi auguro che si riprenda perché può essere un grande protagonista. Sono qui ad aspettarlo, e lui sa perché faccio determinate scelte».
"Trenta punti a fine girone? Penso al Cesena". Battuta finale sui trenta punti che si augura di ottenere il presidente Zamparini da qui alla fine del girone d’andata. «Nella mia breve carriera d’allenatore ho fatto i conti due volte e mi è andata sempre male. Penso solo a domani».

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