Zamparini: la mafia sui miei affari? Se fosse così lascerei Palermo

L'imprenditore: "Non sono mai stato avvicinato dai mafiosi, anche perché non possono interessarsi ad appalti che ancora non esistono"

Sicilia, Cronaca

PALERMO. "Non sono mai stato avvicinato dai mafiosi, così come i miei collaboratori. In questa vicenda è anche difficile ritenersi parte lesa perché io non c'entro assolutamente niente". Questo il commento del presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, all'inchiesta della Procura di Palermo dalla quale sono emerse pressioni mafiose per assunzioni nel centro commerciale dell'imprenditore che aprirà nei prossimi mesi a Palermo e per la costruzione del nuovo stadio, il cui progetto è stato recentemente presentato dalla società.
"E' impossibile che la mafia possa mettere le mani - ha spiegato - su appalti che non esistono. Sullo stadio non esistono autorizzazioni, esiste solo un progetto di massima. Se io sono ancora qui è perché non è successo niente del genere, se no sarei in Friuli e non mi vedreste più". Nel corso dell'operazione è stato arrestato anche Giovanni Li Causi, titolare del bar all'interno dello stadio Barbera; per gli inquirenti lui avrebbe tentato di far assegnare spazi all'interno del centro commerciale, ormai quasi pronto, a negozianti "amici". "Tutti i lavori che il mio gruppo esegue a Palermo - ha concluso - sono controllati con una particolare attenzione proprio per evitare ogni possibile problema".

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