Sicilia, Cronaca

Alluvione di Messina, migliaia ai funerali delle tre vittime

Assiste in barella la madre del piccolo Luca Vinci, che era ricoverata in ospedale perché ha una costola rotta ed è incinta. Tante le corone di fiori davanti al sagrato della chiesa tra le quali spicca quella dei cittadini di Giampilieri che hanno messo 40 fiori come gesto simbolico di unione tra le vittime

MESSINA. Ancora lacrime e rabbia per una tragedia provocata da un'alluvione. Altri funerali che ripercorrono il copione di un film già visto in un territorio dissestato come quello del Messinese. Morti ancora per il maltempo, in una zona i cui amministratori chiedono da tempo interventi e fondi per la messa in sicurezza. In migliaia hanno assistito alle esequie  nelle chiesa di San Domenico stracolma a Saponara Marittima. Sulla bara bianca del piccolo Luca Vinci, 10 anni i familiari hanno messo i suoi peluche preferiti, uno dei con la maglia della Juventus della quale era tifoso. Sui feretri di Giuseppe Valla, 27 anni, e del padre Luigi, di 55, sono state adagiate la maglietta dell'Inter della quale erano tifosi. E su quello di Luigi anche la bandiera della Cgil: era un operaio delle acciaierie "Duferdofin" e sindacalista della Fiom.
"Caro Luca - ha detto con la voce straziata dal pianto, un compagno di classe del bambino, leggendo una lettera scritta insieme ai coetanei - tu per noi sei sempre qui. Sei sempre
stato un ragazzo splendido e quando arrivavi tu era come se  arrivasse il sole. Tu che ora sei in cielo con Gesù sarai per sempre il nostro angelo custode". Tra i familiari, in prima
fila, anche la madre del piccolo Luca, che era ricoverata in ospedale con una costola rotta ed in stato di gravidanza. La donna, arrivata in chiesa in barella, non ha mai staccato gli
occhi della piccola bara bianca.
Tante le corone di fiori anche davanti al sagrato della chiesa tra le quali spicca quella dei cittadini di Giampilieri che hanno messo 40 fiori come gesto simbolico di unione tra le
vittime di Giampilieri e Scaletta, che furono 37 nell'alluvione di due anni fa, e le tre della frana di Saponara. Ed è in questo giorno di dolore che l'arcivescovo di Messina, Calogero
La Piana, nella sua omelia, ha voluto criticare le polemiche nate dopo la tragedia: "Non posso non esprimere disappunto e sdegno per i tentativi di sciacallaggio, - ha detto - per le precipitose conclusioni di quanti si limitano solo ad accusare gettando fango sulla nostra gente e sul nostro territorio. Non posso permettere a nessuno di sporcare la dignità della nostra gente". Parole pronunciate nel silenzio della chiesa.  "La nostra terra - ha osservato il presule - è sempre tacciata di mafia corruzione e abusivismo. Dico, a che serve denunciare, se poi scelte e comportamenti non annunciano qualcosa di di diverso?".
Dopo l'alluvione sono stati in tanti i volontari che sono arrivati da ogni parte della Sicilia per aiutare le popolazioni colpite e liberare strade e case dal fango. Per loro l'arcivescovo ha espresso "gratitudine e riconoscenza". "Non rimanete solo gli angeli del fango - ha esortato - ma fate in modo che i vostri cuori siano sempre aperti agli altri". 
   Alla messa era presente anche il relatore della tesi di Giuseppe Valla, che era prossimo a laurearsi in Medicina, il professor Luigi Sturniolo: "Voglio fare a Giuseppe una
promessa, - ha detto il docente - la tesi verrà completata e pubblicata. Una copia la consegnerò alla mamma. Proporrò al rettore la laurea alla memoria".

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