I Graviano ancora capi a Palermo, arrestata la sorella

PALERMO. Sono ancora i fratelli Graviano, capimafia dell'ala stragista di Cosa nostra, a comandare nel quartiere palermitano di Brancaccio. Filippo e Giuseppe, boss detenuti da anni, reggono le redini del mandamento con l'aiuto della sorella Nunzia tornata, dopo una condanna per mafia, a gestire gli affari della famiglia.
Nunzia - a suo carico anche le accuse del pentito Fabio Tranchina - è stata arrestata dagli agenti dello Sco della Squadra mobile di Palermo coordinati dal procuratore aggiunto Ignazio de Francisci e dai pm Francesca Mazzocco e Caterina Malagoli. Secondo gli investigatori i soldi delle estorsioni finivano nelle sue tasche.
L'indagine che ha portato a 16 arresti è una delle tre operazioni contro le cosche messe a segno a Palermo, oggi – in tutto sono finiti in cella 36 presunti mafiosi - ed è l'epilogo di accertamenti investigativi sviluppati con intercettazioni e pedinamenti.
L'operazione, a cui hanno contribuito diversi pentiti, ha anche individuato i fiancheggiatori dei boss e gli esattori del pizzo. Dall'inchiesta è emersa una fitta rete di relazioni tra i vertici della cosca, alcuni in contatto con i capi della 'Ndrangheta, e quelli di altre famiglie mafiose della città: diversi i summit organizzati per risolvere i contrasti tra le cosche ascoltati in diretta dagli investigatori grazie alle intercettazioni. L'indagine ha messo in luce momenti di grave frizione tra le diverse anime di Cosa nostra ancora prive di una figura carismatica di riferimento dopo le catture dei padrini latitanti: più volte, nel corso dell'inchiesta, gli inquirenti hanno temuto per un ritorno in armi dei clan.

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