Sicilia, Editoriali

Termini Imerese, no agli incentivi al ribasso

"Non è la rassegnazione il sentimento prevalente, bensì la rabbia per l'indifferenza quasi generale in cui si sta consumando uno dei delitti più efferati della storia industriale italiana"

A due giorni dalla sospensione di ogni attività nell'impianto Fiat di Termini Imerese la città sembra vivere in una sorta di consapevole incredulità. Si badi bene: non è la rassegnazione il sentimento prevalente, bensì la rabbia per l'indifferenza quasi generale in cui si sta consumando uno dei delitti più efferati della storia industriale italiana. Oltre due anni di lotte non hanno fiaccato l'orgoglio dei lavoratori termitani che rivendicano ancora oggi il diritto a un lavoro, un lavoro dignitoso adeguatamente retribuito. Eppure è impossibile ad oggi esprimere un giudizio complessivo sull' accordo , non essendo stato ancora delineato il quadro di insieme delle azioni per la riqualificazione e il rilancio del polo industriale. Solo pochi mesi fa (agosto) si è avuta consapevolezza del fatto che il testimone dell'automotive a Termini Imerese sarà raccolto dall'azienda Dr Motors che si è impegnata a garantire "a regime" il reimpiego di 1312 addetti e una produzione annua di 60.000 autovetture. I lavoratori del polo industriale sono 2.200. Di questi, 1556 direttamente impiegati nello stabilimento Fiat. Emerge l'esigenza di "asciugare" le liste dei dipendenti da reimpiegare nelle aziende che subentrano alla Fiat, da quelli che possono essere accompagnati al pensionamento a carico dell'azienda torinese. Secondo dati Fiat, che tengono conto solo della storia contributiva maturata in azienda, i pensionabili sono 511, mentre secondo i sindacati sono circa 650 i lavoratori potenzialmente interessati alla mobilità, tenuto conto di tutti i contributi versati anche al di fuori di Fiat. E qui il vulnus: l'azienda torinese nonostante la scellerata scelta della chiusura, dati i numeri vorrebbe rinegoziare al ribasso la mobilità rispetto alle tabelle in atto applicate a tutti gli altri stabilimenti produttivi del gruppo: 30.000 euro a lavoratore sono troppi per il Lingotto. Rimangono fuori dalla ricollocazione in Dr Motors e dal pensionamento, circa 200 addetti che devono essere riqualificati e reinseriti nelle altre aziende individuate dall' accordo  di programma. Le risorse. L' accordo  di programma che assegna 150 milioni di euro alla qualificazione infrastrutturale del Polo industriale di Termini Imerese. Tale scelta riflette il cambio di passo della Regione rispetto ai governi regionali precedenti. L'attesa estenuante e l'incertezza sul futuro condizionano pesantemente questo territorio ma è solo facendo sistema e collocando al loro posto i tasselli del puzzle ancora mancanti, che potrà essere garantito un domani migliore a chi ha il diritto di sentirsi parte attiva dell'economia e della vita sociale siciliana e nazionale.

*sindaco di Termini Imerese

© Riproduzione riservata

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

I più cliccati