L'assurdo destino del Palermo in trasferta

Non solo i rosa hanno perso cinque partite su sei (unico pareggio all’Olimpico con la Lazio) fuoricasa, ma non sono nemmeno riusciti a segnare un gol

Meno male che domenica si torna al «Barbera». Meno male perché tutto quello che fin qui è accaduto nelle sei partite giocate in trasferta dal Palermo ha dell’assurdo. Non solo i rosa ne hanno perse cinque su sei (unico pareggio all’Olimpico con la Lazio), ma non sono nemmeno riusciti a segnare un gol. Zero, come mai era successo in passato, una cifra che regala al Palermo un primato triste in Italia e in Europa. In serie A non c’è nessun’altra squadra che non ha segnato in trasferta: a rompere l’incantesimo domenica scorsa è stato anche il Cesena, che ha espugnato il campo del Bologna con il gol di Parolo, il primo della stagione per i romagnoli lontano dal «Manuzzi». In Europa, nei campionati che vanno più di moda e che sono oggetto di attenzioni anche delle tv di casa nostra (dalla Liga alla Premier League, dalla Bundesliga alla Ligue 1), in trasferta non c’è nessuno all’asciutto. In Inghilterra la squadra che ha fatto peggio è il Wigan: ultima in classifica, ma 2 volte a segno in trasferta (quanto a risultati stesso cammino del Palermo con 1 pareggio in 6 partite). In Francia e Spagna 2 gol anche per il Nizza (che è penultimo) e per l’Atletico Madrid (ma i «colchoneros» hanno giocato solo 5 partite in trasferta e in classifica sono noni). In Olanda 3 gol per Excelsior e Venlo, squadra quest’ultima che ha perso 6 volte su 6. Per trovare una squadra con l’«invidiabile» score del Palermo bisogna spulciare le classifiche di altri campionati non proprio di prima fascia. E così si scopre che lo zero nella casella dei gol fatti ce l’hanno solo altri due club di serie A: il Kozara Gradiska in Bosnia e l’Ermis a Cipro (6 partite a testa). E tutti e due non navigano in buone acque: il Kozara è penultimo, l’Ermis ultimo. Se si scava più a fondo poi, e si scende nei campionati di serie B e C, a quelle due squadre si aggiungono il Butrinti Sarade (serie B albanese) e la Juventude Evora (terza serie portoghese). Non proprio una bella compagnia. Per cambiare  corso  alla storia ed evitare che il record diventi... mondiale, il Palermo ha ancora a disposizione tre trasferte da qui alla fine dell’anno: il 3 dicembre a Parma, il 18 a Catania e il 21 a Novara. Il derby ha lo stesso livello di difficoltà di tutte le partite affrontate finora fuori casa, le altre due no: se il Palermo non dovesse sbloccarsi non ci sarebbero più alibi e come ha detto Mangia, alla fine della partita persa con la Juventus, tutta la squadra sarebbe da «psicanalisi». Per fortuna domenica prossima si torna al «Barbera», dove il Palermo marcia con un ritmo da scudetto: cinque vittorie su cinque. Eppure stavolta c’è da toccare ferro perché arriva la Fiorentina che da un paio di settimane è nelle mani di Delio Rossi. «La difficoltà in più sarà proprio questa - fa notare il presidente Maurizio Zamparini -. Finora in casa siamo stati perfetti, ma con Rossi questa partita diventa più difficile». Una preoccupazione che però non può scalfire le certezze del Palermo che al «Barbera» è forte, coraggioso e vincente. A differenza di quanto avviene in trasferta dove i rosa si trasformano in «conigli». Chissà se al Kozara Gradiska e all’Ermis succede la stessa cosa. Quello zero nella casella dei gol fatti farebbe pensare di sì.

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