Storie della rivoluzione egiziana

Presentato a Palermo il libro di ‘Ala al- Aswani tradotto e curato da Paola Caridi. Il testo che affronta il tema delle sommosse popolari contro il regime di Mubarak, racconta le vicende vissute dai giovani protagonisti durante i 18 lunghi giorni di scontri in piazza Tahrir

PALERMO. Presentato alla Feltrinelli di Palermo il libro “La rivoluzione egiziana” di ‘Ala al- Aswani tradotto e curato dalla giornalista, Paola Caridi.
Presenti Lucilla Alcamisi, moderatrice dell’incontro, e il regista palermitano, Stefano Savona, da sempre appassionato alle vicende che hanno interessato il mondo arabo ed in particolare i movimenti culturali e politici de Il Cairo.
Il libro, che affronta il tema delle sommosse popolari contro il regime di Mubarak, racconta le vicende vissute dai giovani protagonisti durante i diciotto lunghi giorni di rivoluzione avvenuti in piazza Tahrir e, prima ancora nelle varie piazze virtuali dove giovani, uomini, donne e ragazzi, hanno potuto far conoscere al mondo, la realtà della loro situazione sociale, permettendo, in questo modo, di far produzione e rivoluzione politica. Il libro, racconta inoltre, di quell'Egitto che si è cercato di non vedere, l'Egitto della dissidenza, umiliato e oppresso, disperato e senza più dignità. L'Egitto che aveva deciso di fuggire, con i suoi emigranti e i suoi giovani, alla ricerca di un futuro certo e dignitoso.
Le vicende dirette, vissute e raccontate dal regista, Stefano Savona e dalla giornalista di Gerusalemme, Paola Caridi, hanno raccontato di quei volti sfigurati che gli egiziani avevano durante quella instancabile lotta che è riuscita a far  conquistare loro la libertà, che da tempo attendevano.
“Piazza Tahrir – racconta il regista Savona – durante i giorni della rivoluzione, è diventata improvvisamente colma di storie ed idee che attendevano solo di essere ascoltate, poiché nelle loro parole risiedeva la libertà.” “Grande valore ed importanza hanno avuto le donne della rivoluzione – sottolinea la giornalista Caridi –. Che hanno portato avanti con convinzione ed entusiasmo, la battaglia per i loro diritti, poiché una volta superata la barriera della paura, non sarebbe stato più possibile tornare indietro, ma era necessario proseguire contro il regime di Hosni Mubarak, per potersi riscattare e  riguadagnare la loro fierezza.”

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