Università di Palermo, 58 professori in pensione

La maggior parte lascia per raggiunti limiti di età. Ma in nove hanno presentato dimissioni volontarie

PALERMO. È il giorno dello sbarco dall’Università, scendono oggi dalla cattedra 58 professori e altri 44 l’hanno già fatto o lo faranno entro dicembre. Sono 102 in tutto nel 2011 e l’anno scorso erano circa duecento, l’Ateneo che non assume assiste al record dell’esodo biennale.
Se ne vanno nomi noti e professori che hanno formato generazioni di laureati, fra i 58 di oggi ci sono docenti che lasciano per limiti di età - e sono 49 - e nove che presentano invece le loro dimissioni volontarie. Alcuni spaventati dalle voci in arrivo da Roma e dall’Europa sull’imminenza di nuove norme più restrittive. Si dimettono i professori Paolo Oreto (Architettura), Francesco Faraci (Economia), Maria Patrizia Salatiello e Angelo Antona di Medicina, Gioacchino Cusimano (Scienze), Anfrea Failla e Domenico Costantino di Ingegneria, Marisa Marino di Lettere, Fiorella Fiorani Sinatra di Giurisprudenza.
Per il resto si tratta di limiti d’età, ed è Medicina la facoltà con maggior numero di «scomparse», quest’anno 17 docenti in meno. Lasciano la cattedra Giovanni Cerasola per 15 anni direttore del Dipartimento di Medicina interna, uno specialista siciliano dell’ipertensione che ha creato al Policlinico il Centro di riferimento regionale per l’ipertensione, struttura oggi d’eccellenza nei parametri europei. Che farà il professore Giovanni Cerasola? Potrebbe mantenere l’insegnamento per altri due anni come docente a contratto, avrà probabilmente la delega del rettore Roberto Lagalla per l’Edilizia universitaria, manterrà la carica di presidente della Società italiana di nefrocardiologia.
Se ne vanno anche i professori Gino Avellone notissimo per le sue qualità di medico internista e Adelfio Elio Cardinale che ha ricostruito l’Istituto di radiologia con una nuova ala, ha portato al Policlinico universitario la prima risonanza magnetica del Meridione, preside della facoltà di Medicina per un decennio e primo siciliano vicepresidente dell’Istituto superiore di sanità.
A Ingegneria lasciano la cattedra fra gli altri (e sono sedici) Giovanni Palazzo che ha avuto un ruolo determinante nel restauro dello Spasimo e oggi si dedica all’architettura & musica elettronica.
L’ex preside e rettore dell’Università Giuseppe Silvestri, promotore del recupero e della nuova edilizia universitaria, presidente dei Nuclei di valutazione di alcuni atenei nazionali e delegato italiano dell’European research council.
Conclude la fase della didattica ad Ingegneria anche Stefano Riva Sanseverino, il pioniere dell’elettronica in Sicilia, fondatore del Cres.
E anche un docente ricordato da migliaia di allievi, Pietro Lucio Buccheri che ha formato generazioni nel settore dell’Elettrotecnica.
Salvatore Raimondi storico titolare di Diritto amministrativo e protagonista della lunga battaglia legale per lo statuto dell’Università: è fra i 58 che oggi interrompono l’insegnamento a Giurisprudenza. Una facoltà, quella di Giurisprudenza, che perde oggi tre docenti e sette nel corso del 2011.
Con gli altri il vulcanologo di tutti i sismi e di tutte le interviste ad ogni scossa, il professor Francesco Giunta della facoltà di Scienze. E a Scienze se ne vanno in 14 nel 2011.
Ad Architettura lascia Antonietta Jolanda Lima che ha lavorato anni sull’architettura contemporanea, titolare di un ponderoso archivio di materiali iconografici e documentari. E fra i dieci docenti che escono quest’anno da Architettura, con la letterata antropologa Rita Cedrini anche Ignazia Pinzello storicamente impegnata nei progetti Erasmus.La maggior parte ha raggiunto i limiti di età, in nove hanno presentato le dimissioni volontarie.

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