Licenziamenti, sindacati sul piede di guerra

Bonanni: “È una provocazione mentre il Paese ha bisogno di coesione. Pronti allo sciopero”

ROMA. “Noi non siamo d'accordo a mettere mano sui licenziamenti, ci sembra una provocazione mentre il Paese ha bisogno di coesione". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, che al Tg2 preannuncia: se verrà modificato "l'assetto dei licenziamenti senza il consenso delle parti sociali la Cisl andrà allo sciopero".
 "E' moralmente senza nessun ritegno l'idea che una crisi originata dalla speculazione la si paghi con licenziamenti facili", ha detto invece il presidente dell'Istituto 'Bruno Trentin' ed ex segretario generale della Cgil Guglielmo Epifani parlando a Roma della lettera di intenti inviata dal governo all'Unione Europea.   “Altro che Indignados – aggiunge –, questo è un rovesciamento inaccettabile delle responsabilità e delle conseguenze che nessun Paese può accettare, tantomeno il sindacato italiano. Per Epifani, "fermo restando che tra gli obiettivi e la realtà del governo c'é una contraddizione insanabile, la cosa che più colpisce è l'accanimento in materia di licenziamenti. Anche i commenti e i tentativi di spiegazione aggravano la situazione. Se tu rendi ancora più facili i licenziamenti quando la crisi già li facilita è evidente che fai una cosa che è il contrario di ciò che andrebbe fatto e nella logica, quindi è totalmente inaccettabile. Credo che la risposta sindacale sarà molto forte".  

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