Amia, non arrivano i soldi dal Comune: rischio emergenza rifiuti

L'amministrazione non ha dato all’azienda i fondi delle transazioni (sette milioni) e non ha adeguato il contratto di servizio (10 milioni all’anno in più)

PALERMO. L’Amia di nuovo sull’orlo del baratro finanziario. Il Comune non ha dato all’azienda i soldi delle transazioni (sette milioni), non ha adeguato il contratto di servizio (10 milioni all’anno in più), non ha risolto la questione del trasferimento di 170 addetti di Essemme per la pulizia caditoie. E per questi motivi, si fa serio il pericolo di una nuova emergenza rifiuti in città. Ma le difficoltà non riguardano solo il Comune. La Regione, infatti, ancora non ha autorizzato l’uso degli spazi fra le vasche di raccolta di Bellolampo per avere più capienza. I commissari ieri si sono ritrovati in una stanza vuota alla Regione: nessuno li aveva avvertiti che la riunione era stata annullata. Martedì pare che ci sia un altro vertice, probabilmente risolutivo in un senso o nell’altro, questa volta in prefettura.
Tutti questi motivi che ieri hanno indotto i commissari straordinari a chiamare i sindacati a un tavolo per annunciare che la società è drammaticamente in difficoltà. Non ha disponibilità per pagare i contributi dei lavoratori, non ci sono risorse per i fornitori né per gli straordinari. Uno scenario che non lascia prefigurare nulla di buono. La parola fallimento torna insomma a condire i colloqui che si susseguono e mettono in agitazione i lavoratori.

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