Palermo, discarica di Bellolampo al collasso

Emergenza vicina nel capoluogo siciliano, dove lo spazio per i rifiuti è esiguo e non ci sono alternative pronte. L'Amia corre ai ripari chiudendo le porte a tutti i comuni della provincia

PALERMO. Bellolampo nell’emergenza. Lo spazio per i rifiuti è ormai esiguo e non ci sono aree alternative pronte. Il rischio di una Palermo che resta sommersa dall’immondizia non è remotissimo. E l’Amia su sollecitazione della Protezione civile corre ai ripari chiudendo le porte a tutti i comuni della provincia che abitualmente conferiscono i propri rifiuti nella collinetta a ovest che domina la città. Con un risultato immediato: in alcuni paesi dell’hinterland è già stata sospesa la raccolta dell’immondizia sia ieri che oggi in attesa di una soluzione. Mentre altri si stanno attrezzando per portare l’immondizia in altre discariche. Il susseguirsi degli eventi per Bellolampo è stato rapido. La quinta vasca già piena prima del previsto, dicono tra i denti i vertici dell’Amia, perché la capienza sarebbe stata sovrastimata. La sella di collegamento tra quarta e quinta vasca praticamente a un passo dal completamento. Ad occhio e croce due mesi di autonomia. E dove finiranno i rifiuti dei palermitani? Al momento non ci sono risposte. Tutto è affidato a un delicato vertice che si terrà domani con il direttore dell’assessorato regionale ai Rifiuti Enzo Emanuele e i vertici della Protezione civile guidati dall’ingegnere Pietro Lo Monaco che è anche la persona delegata a seguire le sorti di Bellolampo. Vertice delicato perché l’Amia aveva proposto la realizzazione di una sella di collegamento tra terza e quarta vasca e creare spazio per 600 mila metri cubi. Ma la Provincia ha storto il naso. Dov’è il recupero ambientale e l’impermeabilizzazione di questo nuovo sito? Così domani l’Amia rimodulerà la proposta. E il nodo è economico perché il recupero ambientale costa e qualcuno dovrà pure accollarsi l’onere di queste misure ambientali obbligatorie. Ma per l’Amia spunterà un altro problema: perché il conferimento dei rifiuti dei comuni dell’hinterland al prezzo di 140 euro a tonnellata rappresenta una voce di introiti consistente per le casse dell’azienda di igiene ambientale. Che ora viene a mancare dopo l’aut aut della Protezione civile. «Dagli oltre 30 comuni dell’hinterland tra Coninres e Ato Palermo 1 arrivavano ogni giorno 550 tonnellate di rifiuti su un totale di 1.300 tonnellate - spiega Lo Monaco -. Se ci sono problemi di spazio non è possibile consentire a tutti di depositare immondizia a Bellolampo. Ecco perché abbiamo deciso di far chiudere le porte». E che ne sarà dei rifiuti di Bagheria o di Partinico? Ci sono altre discariche sorte negli ultimi mesi il cui costo di conferimento sarebbe inferiore anche oltre la metà rispetto a Bellolampo. E quindi trasferirvi l’immondizia non dovrebbe rappresentare un esborso maggiore. La sella di collegamento tra quarta e quinta, qualora si faccia, è comunque una soluzione-tampone. Pertanto, fa sapere Sebastiano Sorbello, uno dei commissari dell’Amia, si sta puntando sulla costruzione di una sesta vasca, più o meno nell’area dove sarebbe dovuto sorgere il termovalorizzatore, una grande vasca che darebbe autonomia per sette-otto anni. Un impianto che ovviamente non è dietro l’angolo. «Abbiamo affidato - spiega ancora Sorbello - la progettazione esecutiva al professore Raffaello Cossu. Entro fine ottobre sarà tutto pronto. Costo degli elaborati 100 mila euro circa. Poi penseremo subito all’appalto e alla realizzazione dell’opera. L’importante è realizzare un primo modulo che ci consenta di cominciare ad abbancare spazzatura. Magari tra sette-otto mesi». 

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