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Mangia: "Sannino ed io? Due caratteri forti"

Intervista all'allenatore del Palermo: "Lui, un allenatore che sa quello che vuole" e "sa ottenere il massimo dai suoi giocatori"

Buongiorno Mangia, pronto per il derby delle panchine con Sannino?
«Derby perché eravamo tutti e due a Varese?»
Certo...
«Sì, sono pronto».
Ma se un anno fa le avessero detto che avrebbe affrontato Sannino in serie A e che il suo ds sarebbe stato Sogliano, cosa avrebbe risposto?
«Non lo so... Adesso dico che Sannino e Sogliano in serie A ci stanno alla grande ed era anche scontato che ci finissero, io non c’entro niente...».
Ma Varese cos’era un laboratorio in cui si sperimentava calcio?
«A Varese è stato fatto un grandissimo lavoro e il merito è di Sogliano e Sannino. In tre anni hanno costruito un capolavoro e adesso hanno raccolto i risultati. La differenza l’hanno fatta la competenza e la voglia di arrivare, a Varese c’era fame».
Sannino sostiene che un allenatore diventa grande solo se lavora con un direttore sportivo di pari valore...
«Ha ragione tutta la vita. Io con Sogliano avevo già lavorato prima che arrivasse Sannino, lui è stato la fortuna di quel club. Con uno come Sean (lui lo chiama così ma anche Luca, ndr) puoi pensare al tuo lavoro con la massima tranquillità, al resto ci pensa lui».
Lo sa che Sannino poteva essere al suo posto e che Zamparini non lo ha assunto solo perché ha visto Siena-Varese, finita 5-0 per toscani?
«Beh, vuol dire che sono proprio fortunato...».
Ma Sannino secondo lei era all’altezza del Palermo?
«Se lo sono io... Certo che lo era, stiamo parlando di un allenatore che sa quello che vuole, che fa giocare bene le sue squadre e che sa ottenere il massimo dai suoi giocatori».
Che rapporto avevate?
«Siamo stati solo un anno insieme, c’era grande stima ma purtroppo non potevamo lavorare insieme perché la Primavera e la prima squadra a Varese si allenavano in posti diversi».
In cosa vi somigliate?
«Nel carattere, tutti e due l’abbiamo forte».
Similitudini calcistiche?
«Sogliano mi ha dato la Primavera del Varese perché riteneva che io e Giuseppe tatticamente la pensavamo allo stesso modo».
E in panchina sembrate due indiavolati...
«Diciamo che ci piace vivere la partita insieme alla squadra».
Domenica si gioca a carte scoperte? Per Sannino non è così...
«Ha ragione, ci conosciamo ma è chiaro che sia io che lui proveremo la carta a sorpresa».
Più bravo Mangia come dice Sannino?
«Me l’aspettavo... No, è più bravo lui ed è normale che sia così perché Giuseppe ha più esperienza di me».
Il Siena è già ad immagine e somiglianza di Sannino?
«Da quello che ho visto sì. Il Siena ha già una sua identità e con l’Atalanta è la squadra più in forma del campionato. Per noi non sarà facile batterla».
Un messaggio per Sannino?
«Il suo per me qual è stato?»
Domenica non vuole rotti i...
«Allora io gli dico vaffa... (risata)».

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