Il Pd resta diviso, ed è scontro sugli assessori

Confusione nel partito poche ore dopo la direzione regionale. Lupo: non abbiamo mai detto che vogliamo il governo politico. Nella minoranza si lavora al referendum su Lombardo

PALERMO. Doveva servire a fare chiarezza e a definire i rapporti tra il Pd e il governatore Raffaele Lombardo, invece il partito all'indomani della direzione regionale, come osserva il senatore Vladimiro Crisafulli, tra i big dei democratici in Scilia, "é diviso e la confusione regna sovrana". Il nodo irrisolto è se formare o meno un governo politico con Raffaele Lombardo, chiudendo la fase della giunta tecnica, che il Pd tra l'altro dice di avere mandato in soffitta tre mesi fa dichiarando "esaurita l'esperienza". Ipotesi esclusa dal segretario regionale, Giuseppe Lupo: "Ieri in direzione regionale non abbiamo mai detto che vogliamo il governo politico".
Nella minoranza, intanto, si lavora per organizzare il referendum sul sostegno a Lombardo, forti delle 5mila firma raccolte e depositate. In tal senso, il senatore Enzo Bianco ha annunciato che coinvolgerà la segreteria nazionale dopo i silenzi della direzione regionale. Un passaggio, quello del governo politico, che non è stato  scritto in modo esplicito nella risoluzione di Lupo, approvata lunedì a maggioranza dalla direzione del partito, ma che secondo alcuni esponenti di quella stessa maggioranza che ha votato il documento è lo sbocco naturale dell'accordo politico alla Regione, questo sì, inserito nel testo. Né è convinta per esempio la corrente che fa riferimento al capogruppo all'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, che in direzione aveva minacciato di non votare la risoluzione contestando al segretario "il rischio per il partito di avere una posizione indefinita". Non era piaciuta a Cracolici e all'area del senatore Beppe Lumia la mossa del coordinatore della segreteria nazionale, Maurizio Migliavacca, contrario al governo politico ("deve essere legittimato da elezioni") e che aveva suggerito ai parlamentari democratici di valutare all'Ars atto per atto i provvedimenti del governo Lombardo, anteponendo come prioritaria la questione delle alleanze con Terzo polo e sinistra per le amministrative di primavera. A ricompattare la maggioranza è stato poi un emendamento della corrente 'Innovazioni', che fa capo al parlamentare Nino Papania, poi ulteriormente limato su richiesta del gruppo che fa riferimento all'ex leader della Cisl, Sergio D'Antoni. Ma adesso proprio la risoluzione è finita al centro di interpretazioni differenti tra chi l'ha votata, con conseguenti fibrillazioni nel partito. Se per Lupo "é chiara" e non fa alcun riferimento al governo politico, altri invece danno una lettura diversa. "Parlare di accordo politico senza che questo venga tradotto in un nuovo governo alla Regione fa ridere", afferma il senatore Crisafulli. "Tutti ieri abbiamo inteso in questo modo la relazione di Lupo - aggiunge - tant'é che io, che sono contrario al governo politico, mi sono espresso contro il documento, altrimenti avrei votato a favore". Ma Lupo sembra tirar dritto per la propria strada: "Oggi il rapporto col governo regionale passa più di prima dalla possibilità di costruire e consolidare un'alleanza che guarda a una prospettiva politica di cambiamento della Sicilia che non è più l'esecutivo tecnico, nato per gestire una fase transitoria, ma sarà un governo del centrosinistra col Terzo polo". In attesa delle prossime regionali, sostiene il segretario, "il Pd valuterà le risposte del governo Lombardo alle iniziative di riforma che il partito proporrà, come ha fatto finora". Insomma, una sorta di commissariamento dell'attuale esecutivo tecnico. Se i malumori ci sono e sono tanti, nessuno però ipotizza fughe dal partito. "Siamo divisi, ovvio - ammette Crisafulli - ma io dal partito non me ne vado, questo regalo non lo faccio a nessuno. Io combatto la mia battaglia politica nei canoni democratici e civili". E annuncia che il referendum su Lombardo "si farà".

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