Napolitano a Palermo, ultimo giorno della visita

Il capo dello Stato in prefettura con la vedova di Libero Grassi

PALERMO. Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha trascorso mezz'ora in prefettura, a Palermo, con Pina Maisano Grassi, vedova dell'imprenditore antiracket Libero Grassi, i ragazzi del Comitato Addiopizzo e il presidente di Confindustria in Sicilia, Ivan Lo Bello. Il prefetto Umberto Postiglione ha fatto gli onori di casa.  


INCONTRO CON LOMBARDO. Incontro fuori cerimoniale per il Capo dello Stato Giorgio Napolitano al secondo giorno di visita a Palermo. Il presidente della Repubblica ha ricevuto a villa Igea dove ha alloggiato durante la sua permanenza in città, il governatore Raffaele Lombardo. In un incontro definito "cordiale", Napolitano e il governatore hanno affrontato alcuni temi di attualità, tra cui le riforme in corso alla Regione siciliana e la proposta di legge sui liberi consorzi tra i comuni (con relativa soppressione delle Province regionali) e il decentramento dei poteri da parte della Regione, che il governo intende portare al più presto all'Assemblea regionale. Lombardo ha donato al Capo dello Stato il libro sulla Sicilia e l'Unità d'Italia dello storico Francesco Renda e una copia dello Statuto autonomista siciliano. L'incontro è stato organizzato su richiesta della Presidenza della Regione siciliana che nei giorni scorsi aveva comunicato al cerimoniale del Quirinale l'impossibilità per il governatore di accogliere Napolitano al suo arrivo a Palermo per problemi personali. 


"TORNERO' A PALERMO". "Tornerò a Palermo il prossimo anno, per i vent'anni della strage di Capaci". Lo ha detto il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ai ragazzi di Addiopizzo e agli esponenti dell'antiracket incontrandoli nella sede della Prefettura a Palermo. Il 23 maggio dell'anno prossimo ricorrerà il ventennale della strage di Capaci in cui morirono il magistrato Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti di scorta.


SVILUPPO TEMA STRINGENTE E DRAMMATICO. "Oggi la manovra finanziaria pubblica, indispensabile ed urgente - ha detto Napolitano - sta per concludere l'iter in Parlamento. Adesso sono i temi della crescita che si pongono all'ordine del giorno in modo stringente per non dire drammatico, in continuità con l'impegno ad allentare il peso e il vincolo di un massiccio debito pubblico e del suo costo". "Non posso che ribadire il fatto che l'Italia può tornare alla crescita, può giungere a crescere intensamente e stabilmente, solo se tutta l'Italia, il Nord e il Sud, crescono insieme, se si mettono a frutto le risorse del Mezzogiorno, le riserve potenziali della Sicilia e di tutto il Sud, che sono la miglior carta di cui disponiamo per guardare con fiducia al futuro". "Questa - ha concluso il capo dello Stato - è la sfida da raccogliere per dare un senso nuovo e compiuto a quel patto nazionale di cui abbiamo celebrato il 150/o anniversario in tutta Italia con grande partecipazione"



RIFORME. Nessuno si può sottrarre alla esigenza di una "revisione complessiva di assetti istituzionali, di realtà economiche e di comportamenti diffusi, nessuna regione, componente sociale o politica, nessuna parte del Paese. Non c'é un territorio da premiare come concentrato di virtù, né un territorio da punire come un concentrato di vizi".  "Occorre generare - ha aggiunto - uno sforzo di cambiamento e di coesione nazionale".


CONCLUSA LA VISITA. Il Capo dello Stato Giorgio Napolitano ha concluso la sua visita di due giorni a Palermo. Dopo avere scoperto una targa celebrativa del 150esimo dell'Unità d'Italia nella sede della Società siciliana di Storia patria e avere visitato la chiesa di San Domenico, Napolitano è salito sull'auto presidenziale, accolto nella piazza antistante da una cinquantina di autonomisti con bandiere della Trinacria (simbolo della Sicilia) che gridavano: "Autonomia, statuto, alta corte".

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