Napolitano: in Sicilia occupazione e sviluppo sono problema attuale

Il presidente della Repubblica a Palermo dove ha partecipato alla cerimonia per il centesimo anniversario della nascita di Giuseppe La Loggia

PALERMO. "Non possiamo dimenticare che l'autonomia è stata concepita come strumento per garantire lo sviluppo della Sicilia, della sua economia e l'occupazione. Purtroppo questo è un problema ancora gravemente aperto", ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, lasciando Palazzo dei Normanni dopo la cerimonia per il centesimo anniversario della nascita di Giuseppe La Loggia. "Questo - ha aggiunto - è stato ben detto stamattina". Cosa dice di questo Parlamento siciliano in cui un terzo dei deputati è indagato? A questa domanda di alcuni giornalisti il presidente ha replicato: "Non ho commenti da fare a questa sua affermazione".    All'uscita della sede dell'Assemblea Regionale Siciliana c'era un gruppo di lavoratori della scuola con uno striscione di protesta: "Licenziati di massa, precari scuola". Il capo dello Stato li ha salutati con un gesto della mano prima di salire in auto.

LA RELAZIONE DI CASCIO.  "Il suo impegno a respingere ogni tentativo di separatismo della Sicilia suona più che mai attuale in questo momento storico in cui, se da un lato, si celebra il centocinquantesimo anniversario dell'Unità d'Italia dall'altro lato, c'é pure chi critica con pregiudizio l'Italia contemporanea e invece di esaltare il sentimento nazionale, esalta le divisioni, mortificando gli ideali del progetto unitario". E' uno dei passaggi della relazione del presidente dell'Assemblea regionale siciliana, Francesco Cascio, per la cerimonia, alla presenza del Capo dello Stato Giorgio Napolitano, dei cento anni della nascita di Giuseppe La Loggia, tra i padri dell'autonomia siciliana.   Ricordando l'impegno politico e istituzionale di La Loggia, Cascio ha aggiunto: "Ciò induce a riflettere attentamente sui motivi di divisione tra Nord e Sud, che costituiscono una minaccia all'Unità stessa e impongono un approccio più oculato alle peculiarità che possono caratterizzare lo sviluppo nelle diverse aree del Paese". "Certo, a tal proposito - affermato Cascio - rattrista dover ammettere che il divario dei ritmi di crescita tra Settentrione e Meridione, è stato talora anche accentuato dalla fragilità di rappresentanza dell'autogoverno regionale nel Mezzogiorno". "Rievocare La Loggia, pertanto - ha concluso - è anche un modo per riaffermare con forza che, non sono accettabili spinte separatiste o indipendentiste che possano in alcun modo favorire la crescita a due opposte velocità del Sud e del Nord Italia, ciò anche per essere una Nazione credibile rispetto all'Europa comunitaria e unita. La nostra gente non vuole certo vivere da parassita rispetto allo Stato centrale, ma vuole dar prova di saper contribuire alla crescita generale dell'Italia, che rimane una e unica e all'interno della quale le differenze devono costituire un valore aggiunto e non certo un motivo di divisione".   

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