Digiuni da sei giorni, continua la protesta dei precari

I tre bidelli di Palermo hanno iniziato lo sciopero della fame lo scorso 30 agosto contro i tagli alla scuola pubblica. Sono stanchi e debilitati ma non intendono mollare

PALERMO. Sono passati sei giorni da quando il 30 agosto scorso a Palermo, i tre bidelli precari Calogero Fantauzzo, Pietro Musso e Filippo La Spisa, hanno cominciato lo sciopero della fame contro i tagli alla scuola pubblica. Sono stanchi e debilitati, ma non intendono mollare la protesta e chiedono un incontro con il Presidente della Regione Raffaele Lombardo. Con loro davanti alla tenda allestita a Piazza indipendenza, ci sono una trentina di precari della scuola. In segno di solidarietà anche il deputato nazionale del Pd, Alessandra Siragusa, ha aderito allo sciopero della fame per l'intera giornata.
"Siamo stanchi e debilitati - dice Pietro Musso, 42 anni, 2 figli - ma non intendiamo mollare". Calogero Fantauzzo, 46 anni, 4 figli aggiunge "Amici e colleghi manifestano la loro solidarietà con piccoli e grandi gesti, non manca chi sta qui al presidio dalle prime ore del mattino fino a tarda notte". "Purtroppo - conclude - solo per le istituzioni siamo invisibili". "Siamo vicini ai precari della scuola che dopo anni di servizio si vedono tagliati fuori dal mondo del lavoro e costretti a mettere a repentaglio la propria salute per ottenere il riconoscimento di ciò che gli spetta", affermano il portavoce nazionale dell'Italia dei Valori, Leoluca Orlando e il segretario regionale del partito in Sicilia e capogruppo IdV in
Commissione Istruzione al Senato, Fabio Giambrone. Un altro presidio di precari della scuola è in corso davanti alla sede della Prefettura.

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