Tutti alla pari davanti al fisco

In Italia si evadono imposte per 120 miliardi all'anno. "Venticinque miliardi di evasione recuperati in un anno sono un eccellente risultato, ma evidentemente c'è ancora molto da fare"

Quando da ragazzo ho cominciato questo mestiere, nella cronaca aquilana del nostro quotidiano pubblicavamo ogni anno le dichiarazioni dei redditi trasmesseci dall’ufficio delle imposte.



La curiosità maggiore era determinata da chi avrebbe vinto la gara tra il primario chirurgo dell'ospedale civile e il principale commerciante di piazza del Duomo, che ogni anno si contendevano il primo posto. Non c'era stata la riforma tributaria, la denuncia del proprio reddito era un atto di volontariato e il saldo si «concordava» con uffici fatti quasi sempre di gente onesta, ma abituata per lo più a tirare a campare. Quel lontano ricordo torna d'attualità ora che il governo - se, come si spera, non farà di nuovo marcia indietro - ha deciso di autorizzare la pubblicazione on line di tutti i redditi degli italiani. Il garante della Privacy teme l'odio sociale e ha ragione perché questo sport è molto diffuso in Italia. Raccomanda inoltre la diffusione dei dati per un tempo limitato togliendo quelli personali più sensibili, come le spese sanitarie. Ma poiché qui si evadono imposte per 120 miliardi all'anno, purtroppo occorre fare certe rinunce altrimenti impensabili. Se un lavoratore dipendente denuncia 1200 euro netti al mese, tredicesima compresa, e un pensionato 900, è difficile accettare che un lavoratore autonomo ne denunci meno di mille. Si dirà che molti lavoratori autonomi sono ragazzi che guadagnano, quasi niente, ma la pubblicazione dei dati consentirà all'insegnante, al funzionario, al manager, al pensionato di guardare dritto negli occhi il proprio macellaio, gioielliere, idraulico, medico, commercialista e quant'altro per fare un confronto che a quel punto diventa morale. Tira e tira, alla fine la corda si è spezzata.



Il secondo punto rilevantissimo è la segnalazione sulla denuncia dei redditi dei soggetti con i quali gli italiani hanno rapporto finanziari. In verità già adesso con la segnalazione dei beni immobili posseduti ai fini della rendita catastale, il fisco ha gli strumenti per verificare perché una persona che possiede molto sostiene di guadagnare poco. 25 miliardi di evasione recuperati in un anno sono un eccellente risultato, ma evidentemente c'è ancora molto da fare. Dal momento in cui la norma diventerà operativa, basterà al fisco fare una telefonata alla nostra banca o al nostro gestore finanziario per sapere se i nostri risparmi sono compatibili con il reddito denunciato. La concessione ai comuni di incamerare completamente i tributi evasi che essi stessi avranno scoperto annuncia infine una mobilitazione locale che finora è completamente mancata, nonostante la rilevante quota parte (prima un terzo, poi la metà) assegnata già adesso non abbia scalfito il loro interesse. Poiché è la fame che muove il cacciatore, vuol dire che i tagli ai servizi locali sono serviti a qualcosa.



Tutto questo viene fatto da un governo di centrodestra che ideologicamente è portato ad alleggerire il peso dello Stato sui cittadini. Ma il peso si alleggerisce consentendo di fare tutto ciò che non è espressamente proibito e liberalizzando il più possibile l'esercizio di qualunque attività. La durezza fiscale è indispensabile nelle condizioni in cui ci troviamo e il nostro carattere inguaribilmente ottimista ci fa sperare che i maggiori introiti fiscali possano attivare quel circuito virtuoso ideale per cui si possa presto ottenere anche un alleggerimento delle aliquote fiscali arrivate a livelli da esproprio.
Gioverà tutto questo al governo? I sondaggi delle ultime settimane erano pessimi e non c'era da aspettarsi altro vista la confusione che ha caratterizzato le manovre governative. Adesso che le carte in tavola dovrebbero essere definitive, resta soltanto il motivato malumore dei pochi funzionari pubblici ai quali è rimasta la tassa di solidarietà. Ma a questo provvederà, in mancanza di ripensamenti, la Corte costituzionale. Per il resto, siamo tutti alla pari dinanzi al fisco: diciotto milioni di lavoratori dipendenti, tredici milioni e mezzo di pensionati, quattro milioni e mezzo di lavoratori autonomi. I controlli riguarderanno tutti, non sarà possibile auspicare la riforma solo nel giardino dell'altro. Se la confusione sarà cessata, questo è un merito che va riconosciuto.

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