Gheddafi: sono a Tripoli, lotterò fino alla fine

Un funzionario russo ha detto di aver parlato al telefono con il leader libico. "Non dovete credere alle menzogne delle televisioni occidentali"

MOSCA. Un funzionario russo ha detto di aver parlato al telefono con il leader libico Muammar Gheddafi che - ha riferito - gli ha detto di essere a Tripoli e che combatterà fino alla fine.
Secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Interfax, il presidente russo della Federazione internazionale degli scacchi (Fide), Kirsan Ilyumzhinov, ha riferito di aver avuto un breve colloquio telefonico con il rais. "Sono vivo e sto bene. Sono a Tripoli e non ho nessuna intenzione di lasciare la Libia", ha dichiarato Gheddafi a Ilyumzhinov, secondo quanto riferito dallo scacchista. Il presidente della Fide andò a Tripoli in giugno e giocò a scacchi con Gheddafi una partita che durò circa due ore e che venne ripresa e trasmessa dalla tv di stato libica lo scorso 13 giugno.
Ilyumzhinov ha anche detto di aver parlato con il figlio maggiore del rais, Mohammed, ieri dato per prigioniero dagli insorti che alcune ore dopo hanno dovuto ammettere che era riuscito a fuggire. Lo scacchista ha precisato che è stato Mohammad a chiamarlo, dicendo di "essere a Tripoli, accanto a suo padre. Poi mi ha passato Muammar Gheddafi". "Non dovete credere alle menzogne delle televisioni occidentali", mi ha detto.

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