Regione, stabilizzazioni: posto fisso nelle fasce più alte

Con una legge ai primi di agosto, il Governo regionale ha concesso a Comuni e Province il finanziamento per assumere a tempo indeterminato anche nelle fasce C e D

PALERMO. Via libera alle stabilizzazioni dei precari degli enti locali anche nella categorie più alte dell’amministrazione. Con un articolo approvato - nel silenzio generale - in una leggina ai primi di agosto, la Regione ha concesso a Comuni e Province il finanziamento per assumere a tempo indeterminato anche nelle fasce C e D.
La norma è l’articolo 4 della legge sul credito di imposta. Ha già avuto il via libera del Commissario dello Stato e verrà pubblicata domani in Gazzetta ufficiale. Il testo - spiega Lino Leanza, braccio destro di Lombardo nell’Mpa - prevede che la Regione eroghi per 5 anni agli enti locali il contributo che è già previsto per le stabilizzazioni in A e B: copre fra l’80 e il 90% della retribuzione. In C e D è però previsto un salario maggiore e la differenza dovrà metterla il Comune. Si completa così il percorso iniziato a dicembre con la prima legge che riuscì a sbloccare le stabilizzazioni ma solo in A e B. Fino a ora la previsione di stabilizzare anche nelle fasce alte era stata bocciata dal Commissario dello Stato. La norma riguarda la gran parte dei 22.500 precari «figli» della legge 16 del 2006. Quasi tutti lavorano già in C e D e in caso di stabilizzazione avrebbero dovuto accettare una decurtazione del salario. Per stabilizzare in C e D - precisa Massimo Bontempo del sindacato Mgl - servirà un concorso ma con riserve e titoli che garantiranno i precari.
Fatte le leggi, le stabilizzazioni stanno però marciando a rilento e difficilmente secondo il presidente dell’Anci, Giacomo Scala, potranno avvenire in questa fase in cui la manovra Tremonti sta tagliando risorse agli enti locali. Sindaci e presidenti di Provincia - è il senso - non avranno i soldi per integrare il finanziamento concesso dalal Regione. Gia. Pi.

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