Sanità, liste d'attesa: scatta il piano per ridurle

Entrerà in vigore dalla prossima settimana il progetto nazionale per limitare i tempi che un paziente deve ettendere per una visita o una prestazione diagnostica. Sono previste quattro classi di priorità: si attenderà dalle 72 ore ai 60 giorni. La Sicilia tra le 10 regioni già in regola

ROMA. Per le Regioni che non lo hanno già fatto, scatterà dalla prossima settimana il piano nazionale per il controllo delle liste di attesa per visite mediche e prestazioni diagnostiche. Vale a dire che sono previste 4 classi di priorità definite da un accordo Stato-Regioni: quelle urgenti per le quali si prevede un tempo massimo di 72 ore; quelle indifferibili che vanno erogate entro 10 giorni; le visite mediche differibili entro 30 giorni e gli accertamenti diagnostici differibili entro 60 giorni. Il tutto fa parte di un piano nazionale per superare le odiose code negli ambulatori entrato i vigore a novembre scorso per il quale le Regioni si dovevano adeguare recependo le linee guida nazionali entro il 28 giugno. Secondo una recente indagine de il Sole 24 ore sanità, solo 10 Regioni si sono messe in regola (Emilia-Romagna, Liguria,Lombardia, Toscana, Umbria, Valle d'Aosta, Veneto, Puglia, Sicilia, e Bolzano); sul filo di lana dovrebbero partire anche Marche e Basilicata; per le altre che non hanno provveduto andranno rispettati i limiti di attesa fissati dal piano nazionale. L'accordo prevede anche corsie preferenziali e assoluta priorità per le grandi patologie (tumori e malattie cardiovascolari) ma vengono definite anche 58 prestazioni con più rischi di attesa. Il tutto dando ai centri di prenotazione (Cup) un ruolo centrale per la raccolta dei dati. Il piano è stato fortemente voluto dal ministro Ferruccio Fazio e non è escluso che per chi non rispetti i tempi possa esserci qualche azione da parte del ministero.

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