L'Amia al collasso, stasera vertice decisivo

I vertici dell’azienda di igiene ambientale battono cassa ma il Comune, al momento, respinge le richieste. E’ ormai guerra a colpi di note e lettere. Sul fronte della raccolta dei rifiuti, si parla di mille postazioni critiche: quelle dove ci sono grandi cumuli di immondizia

PALERMO. Amia, la vertenza si fa più dura. Mentre l’immondizia non raccolta aumenta. E stasera c’è un vertice che si annuncia decisivo. La vicenda è nota. I vertici dell’azienda di igiene ambientale battono cassa, il Comune, al momento, respinge le richieste. Ed ormai è guerra a colpi di note e lettere. Scambio di accuse tra i commissari e i dirigenti del Comune. E a margine, come se non bastasse, non si attenua lo scontro sull’ipotesi avanzata dai commissari dell’Amia di vendere quote Amg e immobili pur di fare cassa per pagare i creditori in attesa di essere pagati da qualche anno. Un’ipotesi che ha fatto infuriare il sindaco Cammarata. E su cui Amia insiste.
Sul fronte dell’immondizia gli uffici di piazzetta Cairoli spiegano che le postazioni critiche, quelle dove ci sono grandi cumuli di immondizia, sono circa mille. E non sono poche. E sono il frutto di turni di raccolta saltati per una serie di assemblee convocate la scorsa settimana dai sindacati preoccupati per il futuro dei posti di lavoro.
Il nodo della vertenza è tutto nella richiesta da parte di Amia di altri 18 milioni per chiudere in pareggio il bilancio 2011. Il Comune fino ad oggi ha risposto picche. Ma l’istanza ha scatenato violenti botta e risposta tra gli uffici. L’ultimo ieri mattina, sarebbe una nota del ragioniere generale Paolo Basile il quale continua a contestare una serie di scelte ad Amia. Nel tritacarne degli scambi di accuse sono finiti i cinque milioni di fatture non pagate dal Comune per il servizio di manutenzione strade; i due milioni di multe inflitte dal Comune ad Amia per presunti disservizi; i tre milioni anticipati dalla Regione per il percolato di Bellolampo che Amia avrebbe già restituito al Comune ma che quest’ultimo li dovrebbe rispedire al mittente in 15 anni. Ed altro ancora. «Noi - dice Sebastiano Sorbello, uno dei tre commissari dell’Amia -. vogliamo discutere con il Comune. Non vogliamo litigare. Chiediamo 18 milioni perché nonostante i tagli, le spese sono aumentate sensibilmente e bisogna fare qualcosa. Ma - ribadisco - stiamo seguendo una linea isituzionale. Non accetto né polemiche, né toni duri. Tanto meno i toni duri. Da parte nostra linearità e trasparenza. Semmai registriamo da parte del Comune un atteggiamento di chi vuol discutere le nostre scelte. Sbagliato, tutt’al più possiamo accettare suggerimenti nell’ambito di un rapporto di collaborazione». Che al momento non c’è. E stasera si vedrà se è possibile trovare un accordo. Da più parti si fa intendere che a fronte di una richiesta di 18 milioni l’Amia si accontenterebbe di meno della metà. E sarebbe un modo per chiudere la vertenza. In ballo ci sono anche i posti di lavoro perché i commissari hanno annunciato la messa in mobilità di 400 lavoratori (di cui 350 di Amia Essemme) se i conti non dovessero tornare. Un possibile scenario: il Comune concede i 5 milioni derivanti dalla delibera sulla Tarsu, i commissari risparmiano altri 5 milioni e 10 milioni arrivano con i contratti di solidarietà. Si parlerà anche di questo in un vertice convocato domani mattina dal prefetto. Mentre il consigliere comunale di Idv Salvatore Orlando dice un ”no” perentorio all’ipotesi che la concessione di fondi in più all’Amia significhi aumentare la Tarsu. Riprende Sorbello: «I conti si fanno con l’oste. E l’oste è il ragioniere generale del Comune che deve pagare quanto ci spetta e darci altri fondi per evitare misure drastiche».

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