Palermo, la lenta mattanza lungo la circonvallazione

In viale Regione Siciliana si susseguono le vittime di una strada considerata tra le più pericolose d'Italia. Cinque le vittime da gennaio ad ora

PALERMO. Una mattanza lenta, ma che non sembra essere disposta ad arrestarsi. In viale Regione Siciliana si susseguono le vittime di una strada maledettamente pericolosa, ma la triste scena finale resta sempre la stessa: corpi di uomini e donne distesi sull’asfalto, senza vita. Il tutto, mentre le macchine continuano a sfrecciare non curanti di limiti e autovelox, i sottopassi ad essere un’alternativa a volte anche più pericolosa e la gente piena di paura. Cinque le vittime che si contano da gennaio ad ora, l’ultima delle quali è Paola Maragioglio di 71 anni: è stata travolta da un’auto martedì pomeriggio, mentre attraversava la carreggiata centrale della circonvallazione. E chi ha assistito alla scena, ieri mattina era pronto a giurare che avrebbe preferito trovarsi altrove: «Mio padre ha visto tutto – racconta Pietro Sorrentino –, ma è ancora sotto choc. Questa mattina (ieri, ndr) è arrivato più tardi al lavoro e non ha molta voglia di parlare. Mi ha spiegato che aveva da poco chiuso il negozio e che era in macchina quando, all’improvviso, ha sentito un botto e girandosi si è accorto della donna investita e distesa per terra. Purtroppo – aggiunge l’uomo –, ogni giorno sono tante le persone che provano ad attraversare viale Regione Siciliana a piedi e che noi richiamiamo nel tentativo di fermare».
«Stavo lavorando quando c’è stato l’incidente – racconta Giovanni Alfano, impiegato in un autolavaggio –. Circa mezz’ora dopo lo scontro sono andato sul posto perché c’era parecchia confusione e così mi sono reso conto di cosa era accaduto, il corpo della vittima era ancora sull’asfalto. È la prima volta che accade a questa altezza». Purtroppo, però, non è la prima volta che qualcuno muore nel tentativo di attraversare viale Regione Siciliana a piedi. Prima di Paola Maragioglio, lo stesso terribile destino è toccato ad Antonino Ucciardi, di 44 anni, investito da un'auto il 18 gennaio. Appena il giorno dopo a Gioacchino Caruso di 65 anni. Il 18 febbraio è morto dopo 24 giorni di agonia Gandolfo D'Ignoti, di 84 anni, agganciato e trascinato da un tir nei pressi della clinica Villa Maria Eleonora.
Infine, Mustapha Erraji, di 65 anni, morto il 4 aprile a 83 giorni dall'incidente. A chi lavora e vive in zona, però, appare chiaro che, ad oggi, le misure prese non sono abbastanza. «Anche se ci sono gli autovelox – fa notare Franco Rizzuto –, le macchine corrono lo stesso». «Capita spesso che la gente venga qui per chiederci come attraversare viale Regione Siciliana in tutta sicurezza – rincara Girolamo Di Liberto –, ma consigliare di utilizzare un sottopasso è un rischio. I tunnel sono pieni di siringhe e ci sono molti drogati che vanno lì a nascondersi».
Così, tutti finiscono per puntare il dito contro i dieci sottopassi di viale Regione Siciliana, infestati da immondizia e siringhe e immersi nel buio, senza alcun tipo di vigilanza. «Ci vogliono ragazzi in uniforme all’ingresso di ogni tunnel – suggerisce Felice Pasqua – per vigilare sull’ordine e la decenza». «Nell’attesa – aggiunge Ferdinando Conti – io preferisco andare in auto».

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