Sicilia, Cronaca

Formazione, lavoratori in piazza "Ecco le nostre proposte"

Manifestazione a Palermo con decine di pullman da tutta la Sicilia. "Il governo renda disponibili i 60 milioni promessi sul Prof 2011"

PALERMO. Manifestazione a Palermo per i lavoratori siciliani della formazione professionale che oggi hanno incrociato le braccia per lo sciopero generale regionale proclamato da Cgil, Cisl e Uil.
Lavoratori e sindacati sollecitano “garanzie sul futuro della formazione nell’Isola, per la situazione di emergenza in cui versa il settore”. Cgil Cisl e Uil, per questa mattina, hanno chiesto un incontro al governatore Lombardo chiedendo che “entro il mese di luglio” il governo renda disponibili i 60 milioni “promessi sul Prof 2011”; sblocchi le retribuzioni assicurando la “continuità della corresponsione al personale”. Istituisca un “tavolo di crisi per la gestione dell’emergenza e il riordino del settore”. Inoltre, che siano attivati fondo di garanzia e ammortizzatori sociali. Al riguardo, al ministero del Lavoro, sostengono Cgil, Cisl e Uil, la Regione deve chiedere l’applicazione nell’Isola della procedura nazionale per gli ammortizzatori in deroga.
Quanto alla politica regionale per il settore, “I lavoratori siciliani della formazione – si legge nel documento firmato da Cgil Cisl e Uil - non devono continuare a pagare gli effetti degli errori del governo regionale”. I sindacati denunciano “l’assenza di capacità di programmazione”; la superficialità e l’approssimazione che hanno caratterizzato il governo dell’intero sistema formativo”. Ma anche “le responsabilità di taluni enti che non hanno gestito con equilibro, le attività”. Così, è saltata l’intera architettura, affermano. Per confederali e categorie, “è tempo di una svolta. E di ridisegnare un sistema nuovo”. Per questo occorrono, specialmente, “l’albo unico dei lavoratori del settore” e la “riqualificazione e ricollocazione dei lavoratori in esubero”. Ma anche che la programmazione delle attività sia triennale; e che il nuovo sistema di accreditamento degli enti sia fondato sul “rispetto della legislazione vigente e di parametri oggettivi”. I sindacati, specificamente, indicano: il Durc; il contratto nazionale di lavoro; l’applicazione della legislazione del lavoro; la certificazione di qualità; la rendicontazione degli anni precedenti; la regolare tenuta del bilancio d’esercizio.
Intanto ieri all’Ars si è tenuta la prima riunione della commissione d’inchiesta sulla Formazione. “Sostenere una formazione professionale che abbia aderenza con le esigenze del mercato del lavoro e della qualificazione e riqualificazione degli occupati. Permettere agli enti di lavorare in ossequio di due principi fondamentali nella gestione di servizi pubblici quale quello della formazione professionale: la tutela del buon servizio a favore dell’utenza e la salvaguardia dei posti di lavoro finora creati”. Ha detto il presidente dell’Associazione enti di formazione,  Benedetto Scuderi.

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