Fondi Gesip, per spenderli ci vuole il bilancio

Fino a quando non verranno "calati" nel documento finanziario, i 45 milioni stanziati da Roma non potranno essere toccati. E per arrivare puntali bisogna agire entro il 16 luglio, giorno di scadenza del contratto Gesip

PALERMO. Non c'è fine a paradossi e ambiguità per il caso Gesip. Dopo l'attesa che ha portato allo stanziamento straordinario di 45 milioni di euro da parte del governo nazionale, adesso il problema riguarda la possibilità di spendere questi soldi. Fino a quando non verranno "calati" in bilancio, infatti, non potranno essere toccati. Non solo. Per arrivare puntuali, il bilancio deve esserci prima della scadenza del contratto di Gesip: il prossimo 16 luglio. Per questo motivo, il sindaco di Palermo, Diego Cammarata, aveva subito avvertito il Consiglio di dover "mettere mano" al bilancio in breve tempo. Mentre il Consiglio dei ministri varava la manovra e gli aiuti per Palermo, infatti, il Viminale ha spostato di due mesi (dal 30 giugno a fine agosto) il termine imposto ai Comuni per dare il via libera ai due finanziamenti. "Questo non significa che bisogna prendersi tutto questo tempo - aveva dichiarato Cammarata - sarebbe una cosa di buon senso esaminare la proposta della giunta più velocemente possibile". Intanto però, nulla sembra andare in questa direzione: le ultime tre sedute di Sala delle Lapidi sono andate a vuoto e non è stato approvato alcun atto propedeutico.

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