Palermo, smog: chiesta condanna per Cammarata e due ex assessori

Il sindaco, Lorenzo Ceraulo e Giovanni Avanti sono accusati di di omissione di atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. Il processo, in corso davanti alla terza sezione del tribunale, nasce da un'inchiesta sull'inquinamento nel capoluogo siciliano

PALERMO. Il pm Geri Ferrara ha chiesto la condanna del sindaco di Palermo Diego Cammarata a 2 anni e 10 mesi di reclusione e degli ex assessori comunali all'Ambiente Lorenzo Ceraulo e Giovanni Avanti a 2 anni ciascuno. Per tutti le accuse sono di omissione di atti d'ufficio e getto pericoloso di cose. Il processo, in corso davanti alla terza sezione del tribunale, nasce da un'inchiesta sull'inquinamento nel capoluogo siciliano.   


Per la Procura, né il sindaco né gli assessori al ramo adottarono provvedimenti, così come impone la legge, per contrastare lo smog in città. Il pm, invocando la gravità delle accuse contestate agli imputati e la pericolosità degli effetti delle omissioni, ha chiesto al tribunale di non concedere agli imputati le circostanze attenuanti generiche nonostante siano tutti e tre incensurati. Al processo erano costituiti parte civile Legambiente e Wwf, che hanno chiesto la condanna degli imputati in solido a 50 mila euro di risarcimento per ciascuna associazione, e 31 vigili urbani che sarebbero stati danneggiati dalle emissioni inquinanti. Per i vigili gli avvocati Fabio Lanfranca e Davide Martorana hanno chiesto complessivamente 465mila euro di risarcimento (15 mila ciascuno). La sentenza sarà emessa il 14 luglio.

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