Catania, pizzo pure al candidato Pd Azzerato il "clan della stazione"

L'operazione che ha portato a 14 arresti di una cosca legata ai Santapaola. Il politico non pagò i 300 euro chiesti per non avere problemi al comizio

CATANIA. L'operazione Libertà della Dda della Procura della Repubblica di Catania, eseguita la notte scorsa e culminata con 14 arresti avrebbe permesso di azzerare il 'clan della stazione'.     
Dall'indagine è emersa la dinamicità della cosca legata alla 'famiglia' Santapaola che avrebbe compiuto diverse decine di estorsioni nella zona della stazione ferroviaria, con richieste di pagamenti di tangenti mensili.    
Il 'pizzo' dovevano pagarlo tutti: e sarebbe stato chiesto anche a un candidato del Pd alle elezioni Provinciali del 2008 a Catania. Il politico non pagò i 300 euro chiesti per tenere serenamente il suo comizio da un palco, e un giovane su una moto 'truccata' rumorosa disturbò il suo intervento.     
Gli investigatori hanno anche individuato beni mobili e immobili riconducibili al gruppo mafioso che, sospettano, sarebbe stato coordinato da Patrizia Domenica Borzì, moglie del capomafia detenuto Giuseppe Zucchero. Secondo l'accusa era lei la cassiera del clan, che teneva la contabilita" della cosca mafiosa. Tra i beni sequestrati una società cooperativa Onlus che gestisce un servizio di ambulanze, incassando un milione di euro all'anno. Nella cooperativa, sostiene la Procura di Catania, i presunti mafiosi avrebbero investito i soldi provento delle estorsioni.

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