Omicidio Fragalà, si riparte da zero

L'ultimo dei sospettati è stato scagionato dall'esito negativo degli esami effettuati dai Ris su indumenti e casco. Marzia Fragalà: la morte di mio padre non può restare impunita

PALERMO. Torna formalmente a carico di ignoti l’indagine per l’omicidio dell’avvocato Enzo Fragalà, ucciso a bastonate sotto il suo studio a Palermo, di fronte il Palazzo di giustizia, nel febbraio dell’anno scorso. L’ultimo degli indagati, un pregiudicato di 31 anni, considerato vicino ad ambienti mafiosi, è stato scagionato dagli esami effettuati dai Ris dei carabinieri. Sui suoi indumenti e sul suo casco, infatti, non è stata trovata alcuna traccia di sangue: impossibile collegarlo al delitto. Così il gip, Fernando Sestito, ha accolto la richiesta di archiviazione avanzata lo scorso aprile dagli stessi pm che stanno coordinando l’indagine, il procuratore aggiunto Maurizio Scalia ed i sostituti Carlo Lenzi e Nino Di Matteo.
“Chi sa parli, si faccia avanti, la morte di mio padre non può restare impunita”, è l’appello della figlia del penalista, Marzia Fragalà. «Mi rendo conto anch'io - dice la ragazza - che non possiamo aspettare che qualcuno venga a raccontarci la verità, ma bisogna seguire tutte le ipotesi, da quella politica a quella mafiosa. Non riesco comunque a credere che quella sera, alle 20.30, in un luogo così vivo nessuno abbia visto o sentito nulla». Le uniche testimonianze fanno riferimento a un un uomo, con un casco integrale, che sarebbe scappato con una mazza insanguinata in mano.

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