Fondi europei, la Regione rispetta il patto

La spesa è stata rimodulata con tagli di oltre 250 milioni a turismo, imprenditoria locale e pubblica amministrazione. Gli investimenti vanno a ricerca, sviluppo delle città, mobilità e collegamenti nell'Isola

PALERMO. Turismo, imprenditoria locale e pubblica amministrazione sono i settori più colpiti dai "tagli"; mentre ricerca, sviluppo delle città e collegamenti nell'Isola saranno quelli che riceveranno maggiori finanziamenti. Ecco come la Regione ha rimodulato il piano di spesa, rispettando il patto imposto dall’Unione europea. L’impegno prevedeva l’utilizzo, entro il 31 maggio, del cento per cento delle somme disponibili per il 2011, pari a 1,43 miliardi di euro. L’obiettivo è stato raggiunto, evitando anche il disimpegno di 900 milioni di euro. Non solo i finanziamenti sono stati concentrati su una decina di grandi opere, ma è stato anche possibile spostarli da un settore all’altro dell’amministrazione.
Turismo, beni culturali e ambiente hanno registrato un “taglio” di 167 milioni. Altri 50 milioni sono stati tolti all'asse dello sviluppo imprenditoriale e competitività dei sistemi produttivi locali e altri 43 milioni all'asse su governance e capacità istituzionali. In compenso, il settore che potrà godere dell’incremento maggiore sarà quello della ricerca e innovazione, con 120 milioni di euro che finanzieranno il potenziamento della banda larga nell'Isola. Nel settore della mobilità sono stati dirottati 50 milioni di euro per velocizzare la linea ferroviaria Palermo-Agrigento e l'adeguamento a quattro corsie della strada statale 640 Agrigento-Caltanissetta. Infine, 90 milioni sono stati trasferiti allo sviluppo urbano e saranno destinati in parte al centro di Adroterapia di Catania, per fornire cure avanzate contro i tumori.
La rimodulazione è stata resa necessaria dai ritardi della spesa dei fondi strutturali europei del periodo 2007-2013. Dei tre miliardi e 400 mila euro previsti, a marzo ne erano stati spesi solo il 7 per cento. Ma la corsa contro il tempo non è finita. Entro il 31 dicembre, infatti, la Regione dovrà impegnare l'80 per cento delle risorse per il 2012. Per questo, nel frattempo, il governo ha individuato nove grandi opere, tra cui l'acquedotto della “dissalata” Gela-Aragona, la metropolitana Circumetnea e il raddoppio della ferrovia Palermo-Punta Raisi.

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