Lombardo incontra Berlusconi a Roma

Il presidente della Regione ha incontrato il premier nella residenza privata, a Palazzo Grazioli. Non è stato quindi un incontro istituzionale. Pistorio: "Può essere un tentativo di aprire il dialogo con l'area moderata, Alfano lavori per riannodare i fili"

PALERMO. C’è stato anche un incontro con Silvio Berlusconi nel viaggio flash di Lombardo ieri mattina a Roma. Il presidente della Regione ha incontrato il premier nella residenza privata, a Palazzo Grazioli. Non è stato quindi un incontro istituzionale, che altrimenti si sarebbe svolto a Palazzo Chigi.



I due non si incontravano dal giorno della visita di Berlusconi a Lampedusa. E, andando ancora più a ritroso, il precedente incontro risaliva al 2010. Pur avendo rotto col Pdl, formando una giunta col Pd, Lombardo non ha mai attaccato direttamente Berlusconi criticando apertamente solo i colonnelli siciliani. La visita del presidente della Regione al premier è considerata top secret in ambienti dell’Mpa e nulla trapela sull’argomento dell’incontro. L’Mpa, con Giovanni Pistorio, nelle stesse ore si è complimentata col premier per la nomina di Alfano al vertice del Pdl: «Può essere il tentativo di aprire un dialogo con l'area moderata che per troppo tempo è stata trascurata da Berlusconi. Alfano lavori per riannodare i fili».



Il faccia a faccia col premier è arrivato nel giorno in cui Lombardo - incontrando anche Fitto - ha strappato la certezza di avere i fondi Fas: motivo ufficiale del blitz romano. Le garanzie riguardano in particolare una prima tranche con cui coprire le rate del mutuo contratto a copertura del residuo deficit della sanità (operazione da circa 600 milioni) e il costo dei forestali siciliani (circa 300 milioni). Senza queste somme la Regione sarebbe costretta ad attivare un altro maxi mutuo già previsto in Finanziaria. In ogni caso l’erogazione della somma totale dei Fas (poco meno di 4 miliardi) passa per una riscrittura del piano di investimenti che Lombardo sta contrattando col ministro degli Affari regionali, Raffaele Fitto. Un nuovo patto che dovrebbe essere firmato la prossima settimana: «È stata una riunione proficua - ha commentato Fitto - che ha consentito di compiere ulteriori passi avanti per la definizione di un complesso quadro di azioni finalizzate allo sviluppo della Regione. Siamo alle fasi finali».



Il coordinatore del Pdl, Giuseppe Castiglione, conferma che «i Fas arriveranno. Sono stati sbloccati per tutte le Regioni. La Sicilia però utilizzerà 900 milioni in spese correnti e non per sviluppo». La giornata romana di Lombardo arriva a 48 ore dal voto amministrativo in Sicilia conclusosi con l’annuncio del Pdl di essere pronto a riallargare l’alleanza. Obiettivo principale di Castiglione è l’Udc di Casini. E ieri il leader centrista, Giampiero D’Alia, ha anticipato che nei ballottaggi del 12 e 13 giugno il partito «deciderà insieme ai nostri candidati e ai dirigenti locali avendo a cuore in via esclusiva gli interessi delle comunità».


La costruzione del terzo polo resta un obiettivo ma per ora, conclude D’Alia, «sceglieremo le alleanze in ogni Comune in base ai programmi e alla capacità dei candidati, senza alcun pregiudizio». D’Alia nei giorni scorsi si era avvicinato a Lupo, segretario del Pd. E per Bruno Marziano «se il Pd vuole vincere non può prescindere da un’alleanza con Sel e Idv ma anche con il terzo polo, qui rappresentato da Udc e Mpa». Domani di tutto ciò il Pd discuterà a Palermo in una manifestazione organizzata tra gli altri da Mirello Crisafulli e Bernardo Mattarella a cui parteciperà il senatore Nicola Latorre.

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